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I maturandi lecchesi alla "prova del fuoco": bere (acqua) aiuta

Lecco (Lècch) - Mercoledì 20 giugno, data fatidica per un esercito di maturandi alla prova del fuoco: è infatti in programma la prima delle tre prove scritte. Inevitabile lo stress. Il professor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino, spiega come una corretta idratazione aiuti a mantenere alta concentrazione e prestazioni cognitive.

Quando si affrontano momenti particolarmente intensi o di particolare stress, sono 3 i “pilastri” che giocano un ruolo fondamentale: sana alimentazione, riposo e corretta idratazione. Mangiare in maniera sregolata e saltare i pasti, si sa, non gioca a favore del nostro benessere così come le notti insonni trascorse sui libri, il rapporto tra corretta idratazione e cervello, invece, viene ancora oggi troppo spesso sottovalutato.

Bere la giusta quantità di acqua, distribuita nel corso della giornata, infatti oltre ad avere benefici sull’organismo, influisce positivamente sulle funzioni del cervello: “Mal di testa, stanchezza, minor capacità di concentrazione e di esecuzione anche di compiti semplici sono spesso segnali di una moderata disidratazione. Essa, infatti influisce più di quel che si pensi, con le capacità cognitive di ognuno e quindi sulla resa scolastica”, spiega Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation.

“In situazioni di tensione - prosegue -, come certamente sono gli esami finali per tanti studenti italiani, si tende a sudare di più, non solo a causa della temperatura più elevata tipica del periodo estivo. È quindi estremamente importante mantenere un adeguato livello di idratazione, per tenere alta la concentrazione e l’attenzione, oltre che aiutare la memoria”. Per affrontare al meglio gli esami di maturità è quindi utile prestare la giusta attenzione alla corretta idratazione tenendo sempre a portata di mano dell’acqua: appoggiando la bottiglietta sulla scrivania o ricordandosi di metterla nello zaino prima di uscire.

“Suggerisco agli studenti di bere frequentemente durante tutto l’arco della giornata, senza arrivare ad aspettare la comparsa dei primi sintomi della sete, che in realtà già una inziale carenza di acqua comporta effetti negativi sulle prestazioni intellettive. Bisogna esserne consapevoli per rieducarsi ad una corretta idratazione”, conclude l'esperto.

Bere è sempre fondamentale, ma lo è ancora di più per una migliore funzionalità cerebrale in situazioni di elevato stress come lo studio. Nei momenti di affaticamento, per avere prestazioni cognitive performanti bastano uno o due bicchieri di acqua, sufficienti a riportare il cervello alla normalità. Quando si beve non solo ci si disseta, ma si assumono elementi importanti come calcio, magnesio, ferro, zolfo, essenziali per il benessere psico-fisico.

19 giugno 2018