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Calolziocorte, "timore di camorra" E il sindaco fa saltare un appalto

Un'informativa al sindaco di Calolzio, dalla prefettura di Napoli, parla di indirette "interconnessioni" tra ambienti della criminalità organizzata e una società vincitrice di una gara indetta dal Comune. E Paolo Arrigoni non esita a revocare la concessione.

IMPRESA CAMPANA. In ballo c'era il servizio di gestione e manutenzione di aree di sosta e parcheggi coperti, un rapporto con l'amministrazione locale e il territorio che doveva durare la bellezza di 10 anni. Ad aggiudicarsi la concessione, una associazione temporanea di imprese costituita tra un'azienda di Genova e una di Casoria. I problemi sorti riguardano proprio l'impresa campana: "Rispetto a quest'ultima - precisa Paolo Arrigoni - siamo stati informati dalla prefettura di Napoli dell'esistenza di un articolato quadro di interconnessioni tra più soggetti riconducibili ad imprenditori di società gravate nel tempo da provvedimenti ostativi antimafia". Da qui la decisione di troncare il rapporto, e venerdì la firma dell'atto risolutorio.

LINEA DURA. "Il timore - spiega infatti il sindaco leghista - è che quel quadro di interconnessioni riverberi effetti gravi e negativi anche nel territorio di questo comune e sul suo tessuto sociale". Una linea dura, quella scelta da Arrigoni. La comunicazione della prefettura di Napoli, infatti, viene classificata come "informativa atipica", e si tratta di una segnalazione che lascia un certo margine di discrezionalità alla decisione degli amministratori. Il sindaco di Calolziocorte, in sostanza, avrebbe potuto giudicare poco rilevanti gli addebiti mossi all'impresa e proseguire nel rapporto: una ipotesi che Arrigoni non ha neppure preso in considerazione.

Nella foto della conferenza stampa: al centro il sindaco Paolo Arrigoni. A sinistra il vice sindaco Aldo Valsecchi e, ultimo a destra, il capogruppo consiliare della Lega Nord Marco Ghezzi.

22 luglio 2011