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Lecco, l'antimafia finisce in barzelletta

Lecco (Lècch) - La moda delle battaglie antimafia, attività che regala popolarità e quattrini, è arrivata sino a Lecco dove, nella palese assenza di drammatica criminalità, si riduce a comica della politica. L'ultima storia da spanciarsi dalle risate riguarda uno spettacolo di "ordinaria resistenza" che doveva andare in scena al Teatro sociale con la benedizione del sindaco piddino Virginio Brivio.

PALCOSCENICO DEL SOCIALE. Brivio, eroe della battaglia contro il proliferare di una criminalità mafiosa che sotto il Resegone non fa precisamente sfracelli, aveva invitato a Lecco la signora Rosy Canale, area Pd, presidentessa del “Movimento delle donne di San Luca” e protagonista dello spettacolo “Malaluna – Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno”. Alla Rosy era stato offerto addirittura il palcoscenico del Teatro sociale.

L'IMPORTUNA BETTEGA. Nessuno, però, si era accorto di ciò che era capitato alla dura e pura dell'antimafia. Nessuno, tranne Cinzia Bettega, capogruppo della Lega Nord a palazzo Bovara. L'importuna leghista ha chiesto a Brivio se fosse a conoscenza di quanto accaduto alla testimonial dell'impegno lecchese antimafia, e il sindaco ha dovuto raccontare una penosa vicenda: l'eroina anti 'ndrangheta non sarà a Lecco, poichè i suoi spostamenti risultano leggermente impediti.

ME NE FOTTO. La Canale, infatti, si trova ai domiciliari, arrestata con l'accusa (truffa aggravata e peculato) di aver attinto per spese personali a fondi pubblici erogati per attività antimafia. Scrive il Corriere della Sera (12 dicembre 2014): "Rosy Canale con quei finanziamenti avrebbe acquistato abiti firmati alla figlia, vestiti per il padre e beni di lusso. E quando la madre ha cercato di frenarla in quelle spese folli, Rosy replicava: «Me ne fotto, non sono soldi miei»".

LEZIONI AI LECCHESI. Il suo arresto è scattato nell'ambito di una indagine antimafia (anche se la donna non è coinvolta in fatti di criminalità organizzata) che ha portato alla cattura di alcuni eccellenti personaggi, tra i quali anche l’ex sindaco di San Luca. Brivio aveva pensato che la Canale potesse dare lezioni di legalità sotto il Resegone. Episodio spassoso che, tuttavia, non eguaglia per penosa comicità l'allarme antimafia suscitato dal famoso ritrovamento, nelle fondamenta di una pizzeria di Lecco, degli scheletri di lecchesi uccisi dalla peste manzoniana, subito considerati vittime di un regolamento di conti mafioso.

Nella foto: Rosy Canale

17 dicembre 2013