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Inflazione in risalita Rincarata la verdura

Lecco (Lècch) – Nel mese di novembre l’indice locale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, si attesta a 105,8. La variazione rispetto allo stesso mese dello scorso anno è positiva per 0,2 punti. Questo l'andamento dei prezzi rilevato dal Comune di Lecco.

AUMENTANO GLI ALIMENTARI. Secondo Palazzo Bovara, registriamo ormai da qualche mese un'inflazione inferiore al punto percentuale, in netto calo rispetto ai primi mesi dell’anno, ma soprattutto rispetto alle variazioni registrate negli stessi mesi dell’anno scorso quando le variazioni annuali si attestavano al 3% per poi ridursi di circa mezzo punto a fine anno. Nonostante il valore in leggero rialzo registrato a novembre, stiamo assistendo a un progressivo rallentamento dell’inflazione, diminuzione generalizzata che coinvolge tutte le tipologie di beni e servizi con particolare riguardo ai beni energetici. Di contro c’è un considerevole aumento dei beni alimentari, anche quelli freschi che in questa ultima parte dell’anno stanno recuperando i cali dei mesi scorsi attestandosi, tra l’altro,  a livelli superiori a quelli base.

LIVELLO NAZIONALE. A livello nazionale la variazione congiunturale, base mensile, è negativa - 0.3 e quella tendenziale, base annuale registra un aumento del +0.7%, in rallentamento rispetto alla dinamica rilevata ad ottobre (+0.8%). Il confronto limitato alle altre città lombarde che elaborano autonomamente i prezzi e di cui si conoscono i dati provvisori evidenzia ancora una volta un andamento simile di Lecco e Varese (che hanno variazioni annuali molto basse o addirittura nulle) a differenza delle altre città che, invece presentano variazioni annuali più vicine e quelle medie nazionali. Ancora variazione molto diversa per Como (+1,5% v. tendenziale).

VALORI PIU' BASSI. A livello nazionale, tra l’altro, Lecco e Varese, presentano i valori più bassi di inflazione, dopo Palermo (-0,3%). Su 36 città analizzate, 11 presentano valori inferiori al mezzo punto percentuale, 20 valori superiori al precedente ma inferiori al punto percentuale e 5 valori dal punto percentuale in poi. Il peggior valore è stato registrato da Reggio di Calabria (+2,2%), preceduto da quello di Como. La classifica delle variazioni congiunturali evidenzia al primo posto Bologna e Firenze (-1,1%), anche a livello tendenziale questa città si posiziona ai primi posti. Otto città, tra cui Lecco, presentano variazione nulla. Solo Parma ha una variazione positiva (+0,2%).

PEGGIOR VARIAZIONE. In ambito locale i “prodotti alimentari” hanno registrato la peggiore variazione annuale (+2,4%) seguiti dalla divisione di “bevande alcoliche e tabacchi” e “trasporti” (entrambe 1%). Gli alimentari, tra l’altro, hanno registrato anche la peggiore variazione congiunturale (+1,4%). Questi i prodotti (a rilevazione locale e non centralizzata) che hanno avuto le peggiori variazioni e quelli che hanno registrato, invece, le migliori diminuzioni di prezzo:

I PEGGIORI TRE

Trapunta imbottita +11,9 %
Montatura occhiali + 7,1%
Coniglio fresco +  6,5%
I PEGGIORI TRE (ortofrutta+ittici)
Carciofi + 75,0%
Arance  + 39,1%
Kiwi + 26,9%
I MIGLIORI TRE  
                     
Maionese - 9,0%
Tovaglia - 5,8%
Detersivo per lavatrice - 5,1%
I MIGLIORI TRE (ortofrutta+ittici)
Crostacei freschi - 32,1%
Cavoli cappucci - 16,4%
Cavoli verze - 11,9%

12 dicembre 2013