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Lecco era quell'anatroccola bruttina che sta diventando un bel cigno

Parliamoci chiaro, togliendoci dagli occhi le fette di salame del tifoso: almeno negli ultimi due secoli, Lecco non è mai stata tanto bella. Bello il lago di per sè, ma, rispetto alle altre città di lago lombarde e ticinesi, Lecco è sempre stata l'anatroccola bruttina.

Forse ha pagato la sua mescolanza tra l'essere località lacustre e, in passato, industriale ma mi è sempre apparsa troppo essenziale, con poche concessioni all'eleganza e, perchè no?, alla frivolezza e, infine, alla cultura che, almeno in ragionevol dose, caratterizza una città di lago con qualche ambizione, o potenzialità, turistica.

Abbiamo pagato tutti quel po' di grettezza e piccineria, magari, di alcuni a cui brillano gli occhi più davanti al denaro (specie a quello non speso) che alla bellezza.

Oggi, però, girando per Lecco, pur tra le varie incompiute, scorgo anche l'abbozzo di quella cura e amore che tanto mi è mancato, perchè la dedizione estetica alla città, inevitabilmente, fa sentire voluti bene e coccolati anche i cittadini. E persino i politici locali ci sono arrivati a capire il concetto.

Finalmente penso che verrà il giorno che anche Lecco offrirà il sospirato effetto salotto a chi l'attraversa per bearsi della sua grazia. Attendo trepidante il momento in cui la brutta anatroccola diventerà il bel cigno.

F. A.

6 dicembre 2025