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Carovita, rincari del 30% in 5 anni Allarme sui prezzi dell'alimentare

Lecco (Lècch) - La Banca centrale europea ha lanciato un forte allarme sull’andamento dei prezzi alimentari nell’area euro. Secondo l’ultimo bollettino economico, i rincari medi si attestano al +30% rispetto ai livelli pre-pandemici (2020), con punte che arrivano a +50% nei Paesi baltici. In Italia, i prezzi risultano ancora superiori del 28% rispetto al 2019, con aumenti generalizzati: +30% per la carne, +40% per il latte, fino al +50% per il burro.

Una situazione che pesa soprattutto sulle famiglie a basso reddito, per le quali la spesa alimentare rappresenta una quota rilevante del bilancio domestico.

«La gente si sente più povera quando va al supermercato – scrive la Bce – e uno su tre teme di non potersi permettere il cibo che vorrebbe». Nonostante il calo generale dell’inflazione, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità rimane “ostinatamente alto”, alimentato da fattori globali come la crescita della domanda agricola, la scarsa produttività del settore e il cambiamento climatico.

Il Codacons annuncia la presentazione di un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, affinché si verifichi l’esistenza di eventuali pratiche speculative o cartelli sul fronte della distribuzione alimentare.

«Non possiamo accettare che il cibo diventi un lusso. Il rialzo sproporzionato dei prezzi alimentari non trova giustificazione né nella dinamica inflattiva né nei costi effettivi di produzione e trasporto. Se la Bce lancia l’allarme, significa che il problema è strutturale e rischia di colpire duramente milioni di famiglie. Occorre chiarezza e trasparenza sui meccanismi di formazione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare».

Per informazioni e supporto: Info@codaconslombardia.it e telefono: 0229419096

(Foto d'archivio senza diretta correlazione)

30 settembre 2025