Invia articolo Stampa articolo
«Lecchese penalizzato dal ponte di Messina»

Lecco (Lècch) - Ponte di Brivio e ponte di Paderno "discriminati" a tutto vantaggio di quello di Messina: Giovanni Colombo, storico leghista lecchese ed oggi segretario provinciale di Lecco per il Patto per il Nord, alza la voce contro le scelte "meridionaliste" del suo ex partito.

«Il governo centrale a trazione Lega-Salvini Premier, con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in prima linea, ha dirottato risorse fondamentali per le infrastrutture locali verso il Ponte sullo Stretto», afferma Colombo.

Le nefaste ricadute sul territorio lecchese, secondo l'esponente del Patto per il Nord, sono molto evidenti già in alcune annose situazioni come quelle relative a Ponte di Brivio e ponte di Paderno, per non parlare della Lecco-Bergamo.

«A partire dal 2026 - sottolinea Giovanni Colombo -, il ponte di Brivio verrà chiuso per almeno 18 mesi. Un collegamento fondamentale sarà interrotto senza un piano credibile per gestire l'impatto su cittadini, lavoratori e imprese».

«Ma - prosegue - è sul ponte di Paderno che si sta consumando lo scandalo più grave: con l'imposizione della cosiddetta "soluzione 1", si prevede un’opera che, oltre al cantiere, avrà un impatto devastante anche una volta terminata, scaricando traffico su una viabilità secondaria inadatta, mettendo a rischio la vivibilità di interi comuni».

Colombo non ammette scusanti: «Non si tratta di casi isolati o incidenti di percorso. Queste scelte progettuali sbagliate, così come i ritardi inaccettabili del cantiere della Lecco–Bergamo, sono figli di una responsabilità politica chiara». Colpa, secondo l'esponente di Patto per il Nord, di chi ha tolto risorse necessarie alle infrastrutture lecchesi spostandole sul Ponte di Messina, «opera faraonica, inutile per i bisogni reali del Paese, dal costo stimato superiore ai 14 miliardi di euro, partorita da una folle megalomania politica». 

«Nel frattempo - aggiunge -, qui si chiudono ponti, si impongono progetti impattanti senza confronto, pensati al risparmio e si ignorano sistematicamente i territori. L’assessore regionale Claudia Terzi lo ha detto chiaramente: il progetto del ponte di Paderno “si farà così com’è”, senza ulteriori confronti locali» a dimostrazione che «la parola “autonomia” continua a essere usata come slogan, ma nel concreto la provincia di Lecco viene sistematicamente ignorata».

Giovanni Colombo punta il dito contro «le scelte calate dall’alto dalla Regione Lombardia e dal Governo nazionale», che «dimostrano chiaramente che i nostri territori non sono una priorità».

E tira in ballo anche «i consiglieri regionali come Mauro Piazza che, invece di difendere le comunità che rappresentano, si allineano obbedientemente, sposando la linea della Giunta e rinunciando al loro ruolo di tutela del territorio. Nessuna alternativa, nessun ascolto, nessuna responsabilità. Solo decisioni imposte da chi pensa al territorio solo quando serve prendere i voti per garantirsi per un altro quinquennio lo scranno».

Per il segretario provinciale lecchese di Patto per il Nord è arrivato il momento di alzare la voce e «dire basta a scelte che danneggiano i territori senza nemmeno la dignità del confronto. È ora di chiedere una vera autonomia, costruita dal basso, fondata su ascolto, visione e rispetto e su una equa ripartizione delle risorse cosi da permettere la realizzazione delle infrastrutture che servono qui, nel cuore produttivo del paese.

«La provincia di Lecco - conclude Giovanni Colombo - non è una colonia da spremere, ma un territorio parte integrante e produttiva del Nord. E merita rispetto, investimenti e futuro. Il Patto per il Nord nasce proprio con questo obiettivo: ridare dignità alla nostra provincia, farla contare davvero, restituirle voce e ruolo nelle scelte che la riguardano».

8 agosto 2025