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West Nile nel lecchese. L'Avis "mappa" i casi

Lecco (Lècch) - L'Italia è il paese europeo più colpito dalla Febbre del Nilo. In provincia di Lecco il virus individuato a Colico, in esemplari di avifauna selvatica. Scende in campo anche l'Avis che rassicura sulla qualità di sangue e plasma donati ma invita alla prudenza. In Italia 9 i decessi e 10mila i contagi. L'infezione può giungere alla forma grave in 1 caso su 150, con meningite e anche morte.

L'Avis ha diffuso una mappa dei contagi da West Nile da cui si evince che, in tutta Europa, l'Italia e il sud della Francia sono nel mirino del virus diffuso dalla zanzare.

Collegandosi a questo link si può vedere la mappa d’Italia aggiornata in tempo reale con le segnalazioni di attenzione epidemiologica per West Nile Virus, Dengue e Chikungunya.

Anche se sono sempre di più i casi di contagio che si stanno registrando nel nostro Paese, così come le province interessate dalle misure di prevenzione disposte dal ministero, il presidente dell'Avis Oscar Bianchi rivendica l'efficacia delle «procedure di controllo consolidate sull’attività trasfusionale. Nessun pericolo per la qualità di sangue e plasma donati, serve solo attenzione e consapevolezza da parte di tutti».

A livello normativo, il nostro Paese ha adottato il “Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025”, il provvedimento che stabilisce tutte le procedure da adottare per contenere la trasmissione del West Nile Virus e di altre forme portate dalle zanzare, come ad esempio Dengue e Chikungunya.

Questo piano dura fino a novembre e si basa, “sull’individuazione precoce, sia nelle aree endemiche sia nelle restanti parti del territorio nazionale, della circolazione del virus negli uccelli o negli insetti vettori, al fine di attuare prontamente tutte le misure disponibili per prevenire la trasmissione umana”.

31 luglio 2025