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L'anima del lecchese meraviglia ancora: l'archeologia racconta

Lecco (Lècch) - Terminata la prima rassegna del ciclo di conferenze "L'archeologia racconta che…", un programma di archeologia aperta ideato dal Museo Archeologico del Sistema museale urbano lecchese e dal Museo Archeologico del Barro, sorto per avvicinare la gente alla materia tramite racconti e aneddoti del territorio lecchese.

Da febbraio a luglio, cinque eventi hanno guidato gli spettatori in un cammino di confronto e meraviglia, ideato per rendere facili argomenti difficili e per esaltare i beni storici custoditi nei due poli.

Affollati gli eventi tenuti nella sala riunioni del Planetario civico di Palazzo Belgiojoso e nel Museo Archeologico del Barro, oltre al tour esterno al Parco archeologico del Barro.

Molteplici i temi affrontati: dai racconti dei ritrovamenti di scavo, al discorso sui ferri e sugli scontri tra età antica e medioevo, dal cibo del passato ai modi di creazione dei manufatti, fino al legame tra gente e monti con i primi borghi in quota, analizzato nel finale grazie alla gita al Parco archeologico dei Piani di Barra.

A fare da guide Nicolò Donati del Museo Archeologico del SiMul e Marina Uboldi del Museo Archeologico del Barro, con tanti esperti, studiosi, custodi e accademici, che hanno donato ai presenti piacevoli chiacchierate, con sguardi differenti, tra saperi tecnici e istanti di spiegazione semplice.

Agli incontri sono intervenuti Alice Sbriglio (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese), Alessandra Mazzucchi (Osteoarc, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Mauro Rossetto (SiMul), Mauro Rottoli (Laboratorio di Archeobiologia, Musei Civici di Como) e Alessandro Mirri (Università La Sapienza di Roma).

21 luglio 2026