«A Lecco sicurezza in sofferenza. Pochi i 280 agenti della Questura»
Lecco (Lècch) - L'arrivo di altri 8 nuovi agenti alla Questura di Lecco, portando l'organico a 280 unità, è stato salutato con assoluto disincanto dal Siulp. Secondo il sindacato di Polizia il numero non basta: «a Lecco la sicurezza, reale e percepita, è in sofferenza. Servono assunzioni immediate».
Mario Scinetti, segretario generale provinciale Siulp, non si accontenta dell'innesto di poliziotti. «Con gli slogan - protesta - non si va da nessuna parte. La sicurezza, reale e percepita, rappresenta un problema serio che non può essere risolto con la propaganda».
Scinetti rimarca che l'arrivo di nuovi agenti, non è il "potenziamento" presentato dalla politica locale. «L'immissione di nuove risorse umane per compensare il turnover - spiega - rappresenta il minimo indispensabile. È quanto ci si aspetta. Parlare, invece, di "potenziamenti" è pura demagogia».
«È inutile alimentare facili entusiasmi - prosegue -: nonostante gli arruolamenti, il livello minimo di sufficienza non è ancora stato raggiunto. Non si può continuare a spremere il personale oltre ogni limite, imponendo ritmi estenuanti, senza mettere in conto le inevitabili ricadute sul benessere degli operatori di Polizia».
Il sindacato punta il dito contro la carenza degli organici che, tuttavia, sulla carta, in Italia sono tra i più alti d'Europa in rapporto alla popolazione, ben al di sopra della media dei principali Paesi del Vecchio Continente per quanto riguarda la consistenza numerica delle forze dell'ordine. Il che farebbe pensare come, nel Belpaese, le problematiche del settore riguardino anche i "numeri", ma non solo.
Così, mentre i cittadini chiedono di "vedere di più" la presenza dei poliziotti almeno nelle zone critiche di Lecco, ancora non si viene a capo di quel "malessere" che, secondo il sindacato, penalizza e limita l'azione degli agenti.
«Con un numero di operatori sostanzialmente invariato - denuncia il segretario Siulp -, tutte le articolazioni entrano inevitabilmente in sofferenza. Il controllo del territorio, in Questura, viene non di rado garantito da un'unica volante per turno, composta da giovani poliziotti ancora alle prime esperienze oppure da personale altamente qualificato, come gli ispettori di Polizia, costretti a svolgere mansioni operative ben diverse da quelle proprie del ruolo ricoperto».
D'altro canto, anche il trattamento economico che, per un poliziotto a inizio carriera, si aggira sui 1.500 euro netti con le indennità operative, non è esente da problematiche.
«Il ricorso al lavoro straordinario - aggiunge - è ormai diventato ordinario. Attività ordinarie vengono sostenute attraverso un utilizzo massiccio dello straordinario, ben oltre quanto previsto. Sforzi che spesso non trovano nemmeno copertura nel budget annuale assegnato, con evidenti ripercussioni economiche sul personale, che continua a percepire i relativi compensi con anni di ritardo».
A fronte di queste criticità, al personale vengono «richieste orientate in un'unica direzione: più servizi, più ordine pubblico, più attività amministrativa, più attività di polizia giudiziaria, senza le necessarie previsioni di compensazione economica, spesso aggirate o non riconosciute per mancanza di risorse e per la mancata attuazione di istituti normativi mai realmente presi in considerazione».
«Solo il buon senso e l'obiettività - afferma Scinetti - possono individuare la terapia più adeguata per affrontare un malessere ormai profondo che si sta diffondendo silenziosamente all'interno della nostra amministrazione, tanto che gli aspiranti a entrare nelle nostre fila sembrano essere sempre meno».
Parole pronunciate con evidente amarezza, «nell'interesse della categoria che rappresentiamo e dei cittadini, che ogni giorno vivono una crescente percezione di insicurezza alimentata dai gravi fatti di cronaca che ormai quotidianamente interessano il nostro territorio».
16 luglio 2026
Rss
