«Ma Boscagli sindaco di Lecco segna la fine della destra in città»
Lecco (Lècch) - «Queste elezioni in realtà hanno sancito lo snaturamento e la fine della destra a Lecco». La vittoria di Filippo Boscagli al ballottaggio per il sindaco di Lecco non entusiasma Patrizia Ernani Locatelli, storica militante di Fratelli d'Italia, che interviene per fare il punto della situazione.
Che l'elezione del sindaco ciellino non abbia infiammato i cuori della destra lecchese lo si capisce anche dal numero delle astensioni e dal consenso ottenuto: su 39.137 aventi diritto al voto, il candidato del centrodestra (pur vincente) è stato votato da una netta minoranza, 11.905 elettori.
Il rivale, Mauro Gattinoni, ha fatto peggio, in termini di risultato. Ma Patrizia Ernani Locatelli riconosce che «nel corso del suo mandato non è stato con le mani in mano. Direi che il voto è stato di pancia: qualcuno comincia a sentire i morsi della fame e qualcun altro ha paura di uscire di casa; qualcuno resta intrappolato nel traffico e qualcun altro inciampa nei sanpietrini staccati. E la destra ha soffiato sul fuoco abbondantemente».
Per la destra, tuttavia, potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro. «Pare - prosegue - di essere tornati ai tempi gloriosi di Giulio Boscagli, zio di Filippo, e Roberto Formigoni. CL si riprende la città, ricomincerà a scorrere nelle sue vene e a plasmarla a sua immagine e somiglianza. Si profila una Lecco decisamente moderata ed inclusiva».
Patrizia Ernani Locatelli, soprattutto, vede conseguenze pesanti all'interno di Fratelli d'Italia. «Filippo Boscagli - spiega - è sia ciellino che fratello d’Italia. Ciò avrà peso nella segreteria provinciale di FdI. CL entra con forza nelle sue stanze ad alterare equilibri e a diventare corrente di rilievo. Le frizioni con le varie componenti presenti sono prevedibili».
«Comunque - è la conclusione - c’è da chiedersi se FdI a Lecco potrà essere ancora considerato un partito di destra. Penso che queste elezioni in realtà hanno sancito lo snaturamento e la fine della destra a Lecco. E la causa è l’occhio corto dei dirigenti di FdI».
Nella foto: Filippo Boscagli
10 giugno 2026
Rss

