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A Lecco un ballottaggio con Islam: Boscagli, Gattinoni e la fame di voti

Filippo Boscagli, candidato a sindaco del centrodestra a Lecco, alle prese con il ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026. Lo si vede immortalato in una foto, che fa discutere: cammina scalzo sul tappeto rosso della moschea di Corso Promessi Sposi. Se fosse donna, porterebbe anche il velo.

A qualcuno è venuto da pensare che sia lì in cerca di consensi. Forse convinto di essere più bravo di Mauro Gattinoni, candidato a sindaco del centrosinistra.

Boscagli e Gattinoni hanno una fame sfrenata di voti. Comprensibile, ma non sempre condivisibile.

Il primo con il 48% ha esaurito la sua capacità di espansione e prova ad addentrarsi in campi, che non gli sono affini. Il secondo ha il 42%, ma ha la possibilità di costruire alleanze con Fumagalli, Losi e Colombo.

Dal canto suo l’Islam si sente pronto a scendere in capo politicamente in modo autonomo e quindi supporta di malavoglia i partiti esistenti di qualunque colore essi siano.

La Festa del Sacrificio è la festività più importante dell’Islam; celebra la sottomissione a Dio attraverso il ricordo dell’episodio in cui il profeta Abramo fu disposto a sacrificare suo figlio Ismaele.

Boscagli, con la partecipazione a tale ricorrenza, per gli islamici resta comunque un kafir, un infedele, ma per gli elettori di FdI e Lega è diventato un inaffidabile.

FdI e Lega, e di riflesso i loro elettori, vedono l’Islam come il fumo negli occhi; non sono la Democrazia Cristiana e neppure Forza Italia. Dovrebbero tenere d’occhio il Fratello ciellino Boscagli quando esce dalla sede elettorale senza dire dove va, perché potrebbe mettere a repentaglio il lavoro politico della coalizione e far vincere Gattinoni.

Una coalizione con forte caratura di destra dovrebbe avere candidato a sindaco un uomo della destra storica del territorio con la schiena dritta e non un moderato scalzo in moschera.

Patrizia Ernani Locatelli

29 maggio 2026