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Vergogna, Israele umilia l'Italia: l'appoggio senza dignità nazionale ottiene soltanto il disprezzo

Lecco - A prescindere dall'opinione che si può avere sui volontari della Flotilla, quello che è accaduto ad opera dello stato ebraico riguarda (e colpisce) tutti gli italiani indistintamente e, soprattutto, l'orgoglio nazionale, umiliato da un gesto vergognoso.

Le imbarcazioni della Flotilla, dirette verso la Palestina trasportando quegli aiuti umanitari che sistematicamente Israele boicotta, sono state abbordate in acque internazionali dalla marina israeliana che ha anche sparato proiettili rivestiti di gomma.

Circa 400 attivisti, tra cui una trentina di italiani, sono stati rapiti e deportati al porto di Ashdod.

Qui, alla presenza del ministro per la sicurezza, il fanatico religioso Itamar Ben Gvir, che li ha derisi e insultati, i volontari della Flotilla sono stati legati mani e piedi con fascette da elettricista, alla moda dei rapinatori di banca.

Ma la cosa più grave è che, sotto lo sguardo divertito di Ben Gvir, i sequestrati, senza alcun riguardo per i cittadini dell'amica Italia, sono stati costretti ad ascoltare l'inno nazionale dello stato ebraico, prostrandosi a terra in segno di sottomissione a Israele.

Un gravissimo gesto di umiliazione diretto, visto il contesto, ai paesi di provenienza dei rapiti. D'altro canto, i ministri del governo Netanyahu, nella loro lettura esaltata del mito di popolo eletto, avevano già proclamato al mondo di sentirsi al di sopra del diritto internazionale, che vale per i comuni mortali ma non per loro.

Questo tipo di umiliazioni, in un passato ancora recente, non sono sempre state accettate da tutti con la coda tra le gambe. Quando, nell'aprile 1982, soldati argentini, dopo essersi ripresi le isolae Malvinas (Falkland), fecero inginocchiare i militari inglesi con la Union Jack in bocca a mò di cagnolini, l'allora primo ministro britannico Margaret Thatcher non esitò un attimo: inviò una task force navale e fece guerra all'Argentina per lavare l'onta.

Improbabile che l'Italia, benchè guidata da un governo "sovranista", dimostri un tale sussulto di dignità, dote che ha dimostrato di non possedere nemmeno di fronte alla lunga serie di attacchi e provocazioni messi a segno dai miliziani israeliani contro i nostri militari in forza all'Onu, per non parlare degli sputi e delle violenze subiti in Israele, Palestina e Libano (sempre ad opera di ebrei) da religiosi e luoghi di culto della Chiesa cattolica, fede che dovrebbe rappresentare l'identità nazionale italiana.

L'errore a monte è stato quello di prostrarsi sempre e comunque dinnanzi ad Israele, accettando ogni pretesa e ingoiando qualsiasi atto arrogante, dimenticandoci chi siamo in termini di storia, civiltà e caratura internazionale.

Il risultato, ma questo sarebbe accaduto con chiunque e non solo con l'ex popolo eletto, è stato quello di ottenere la stessa considerazione che il padrone dimostra nei confronti della servitù.

Giulio Ferrari

20 maggio 2026