Una lecchese sarà pediatra in Etiopia
Lecco (Lècch) – Veronica Fasoli, residente a Milano ma originaria di Lecco, dottoressa specializzanda in pediatria, è in partenza per l'Etiopia con Medici con l’Africa Cuamm. La destinazione è Wolisso, dove trascorrerà 6 mesi di formazione sul campo.
Parte l’11 maggio Veronica Fasoli, 30 anni tondi, lo sguardo deciso e allegro di chi sta finalmente per realizzare un progetto coltivato da tempo.
L’Etiopia è la sua destinazione, nell’ospedale di Wolisso, dove la attendono sei mesi di lavoro al fianco di Medici con l’Africa Cuamm, nell’ambito del progetto Junior Project Officer (Jpo), che permette agli specializzandi e alle specializzande di trascorrere un periodo di formazione sul campo in Africa, in uno degli ospedali in cui il Cuamm opera.
Originaria di Lecco, Veronica Fasoli si è laureata a Parma e ora vive e lavora a Milano, dove si sta specializzando in Pediatria.
«Sono davvero contenta di partire - spiega -. Mi sento pronta, sono anni che ci penso, sicuramente almeno dall’università. In quegli anni, attraverso un progetto universitario, avevo fatto una breve esperienza in Russia, in un contesto però non proprio a basse risorse e sicuramente diversissimo da quello che incontrerò ora. Certo, c’è un po’ di paura, credo ci si chieda sempre, in questi casi: “Ma sarò davvero in grado di farlo?”. Soprattutto, spero di essere all’altezza dal punto di medico. Ma sono positiva e aperta ad accogliere ciò che mi porterà».
Un entusiasmo che non si limita al piano professionale. Al fianco di Veronica infatti, da fine giugno, ci sarà il marito Riccardo, in partenza anche lui come Jpo.
«Siamo sposati da un anno e mezzo, lui si sta specializzando in Medicina interna. Sono davvero felice di condividere questo percorso con lui. Entrambi avevamo questo desiderio e credo sarà davvero un valore aggiunto per l’esperienza in sé e per il nostro rapporto», continua Veronica.
L’ospedale di Wolisso, in cui opererà Veronica, ha più di 100 posti letto e nel 2023 ha effettuato 63.364 visite ambulatoriali, 8.972 ricoveri, 2.883 parti ed è riferimento per un bacino di utenza di circa 1 milione di persone.
In Etiopia, gli ultimi anni sono stati caratterizzati dagli effetti diretti ed indiretti del conflitto nel nord, in particolare nella regione del Tigrai, che ha devastato una parte del Paese causando forti flussi migratori interni. Tre lunghi anni di pandemia hanno, poi, indebolito un già fragile sistema sanitario e registrato una significativa riduzione dell’accesso agli ospedali.
A questo si aggiungono gli effetti della grave crisi globale che stiamo vivendo, la speculazione energetica, i cambiamenti climatici, le tante altre guerre dimenticate.
Le conseguenze in Etiopia, come negli altri paesi africani, sono drammatiche: i prezzi dei beni primari e di base sono aumentati in modo vertiginoso, dal costo della farina e del latte a quello del carburante. I sistemi sanitari stanno tornando indietro di 10 anni.
La sfida è restare accanto alla popolazione africana nelle sue battaglie quotidiane, che diventano ogni giorno sempre più grandi.
Per questo, per Medici con l’Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno. È possibile sostenere Medici con l’Africa Cuamm con una donazione online su www.mediciconlafrica.org
8 maggio 2026
Rss

