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Destra o sinistra a Lecco vanno tutti dall'imam in cerca di voti

Lecco (Lècch) - La visita del sindaco di Lecco Mauro Gattinoni agli islamici locali ha scatenato gli attacchi dell'opposizione di destra. Ma i piddini hanno subito ricordato che anche l'allora candidato sindaco della destra, Peppino Ciresa, si recò dai mussulmani per dimostrare la sua apertura nei loro confronti.

Ad aprire le ostilità sull'approccio di Gattinoni ai maomettani, peraltro accompagnato nella visita dal prevosto di Lecco don Bortolo Uberti, è stato il leghista Carlo Piazza.

L'ex candidato sindaco della Lega, che ha dovuto cedere il titolo a Filippo Boscagli di FdI, ha strigliato il sindaco uscente: «Lecco ha tradizioni profonde, una cultura precisa e valori che non possono essere messi in secondo piano per inseguire consenso o per strizzare l’occhio a qualcuno».

L'occhiolino all'islam di casa nostra, specie in campagna elettorale, in realtà non è una prerogativa di Gattinoni o della sinistra lecchese. Lo hanno ricordato i Giovani Democratici di Lecco, con tanto di documentazione fotografica.

«Piazza - affermano i piddini - ha messo in discussione il significato della partecipazione del sindaco all’Iftar (festa di fine ramadan, ndr), arrivando a evocare il rischio di smarrire “radici e identità” della città. Una posizione che appare ancora più contraddittoria se si guarda al recente passato».

Il riferimento è alla campagna elettorale del 2020, quando «il centrodestra partecipò a incontri con la comunità musulmana locale insieme al candidato sindaco Peppino Ciresa, senza che allora emergessero polemiche o timori identitari. In quella stessa campagna elettorale proprio Carlo Piazza ricopriva un ruolo di collaborazione nello staff di Ciresa».

Nella foto galleria, la visita di Gattinoni col prevosto e quella di Ciresa.

16 marzo 2026