Se il ddl antisemitismo discrimina i cattolici
Lecco - È possibile che in uno Stato proclamatosi democratico un gruppo religioso o etnico goda di tutele privilegiate rispetto agli altri gruppi? È quanto accade in Italia con il ddl antisemitismo.
Nei giorni scorsi il Senato ha dato il via libera al ddl sull'antisemitismo, mutuato da un'organizzazione di parte, l'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto.
Il disegno di legge si compone di cinque articoli e annuncia, tra l'altro, punizioni apocalittiche per chi avrà osato attaccare, anche solo a parole, personaggi o istituzione ebraiche, compreso Israele, quando da ciò ne trasparisse un imprecisato sentimento di odio nei loro confronti.
Nella sostanza, la legge punirà in maniera più pesante (già oggi esiste la legge Mancino contro la discriminazione religiosa) chi manifesta un presunto odio nei confronti degli ebrei attraverso atti verbali o fisici diretti contro persone, beni, istituzioni o luoghi di culto ebraici.
A questo punto viene da chiedersi come mai il centrodestra, che pure ama definirsi cristiano, non sanzioni con altrettanto vigore e con una legge pensata ad hoc (magari col contributo di gualche organizzazione di cattolici) anche l'odio diretto contro la Chiesa cattolica, il Papa, il clero, la religione e i suoi cristiani seguaci, considerato il livore anticlericale che pure abbonda sui social e non solo?
Niente di tutto ciò, il che fa pensare che per questa destra, e per la sinistra reggicoda, evidentemente, gli ebrei vengano prima dei cristiani. E l'elettorato dovrebbe ragionevolmente chiedersi il perchè.
Ma tutti i cittadini, di destra o sinistra, almeno quelli che si riconoscono nella Costituzione repubblicana, dovrebbero chiedersi come si pone questa classe politica di zeloti rispetto all'art. 3 della Carta fondamentale che, se qualcuno lo avesse dimenticato, recita così: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».
G. F.
7 marzo 2026
Rss

