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Ponte S. Michele, Patto per il Nord all'attacco

Paderno d'Adda (Padèrnu) - Patto per il Nord all'attacco sul Ponte San Michele: il movimento denuncia quello che definisce «tradimento degli interessi lombardi e violazione dei corridoi strategici europei». Secondo gli scissionisti della Lega Salvini, sono a rischio fondi e sviluppo.

Il movimento politico Patto per il Nord esprime «profondo sgomento e ferma condanna per la superficialità» con cui è stata gestita l’audizione in commissione regionale Territorio relativa al futuro del nuovo ponte sull’Adda tra Calusco e Paderno.

«Apprendiamo con sconcerto - si legge in una nota della segreteria federale del Patto per il Nord - che il presidente della commissione, Jonathan Lobati, si è limitato a giustificare quanto Rfi ha "cucinato" per il territorio lombardo, avallando la definitiva bocciatura della proposta dei sindaci e dei cittadini. La scelta di costruire un'unica struttura mista parallela allo storico San Michele non è solo un errore logistico, è il preludio a un pesante contenzioso con l’Europa».

Secondo Patto per il Nord il progetto avallato da Rfi rischia di smantellare quanto previsto in sede comunitaria per le infrastrutture Ten-T (Rete Trans-Europea dei Trasporti), pilastro della mobilità continentale che non può essere ignorato per calcoli locali. Dei nove grandi corridoi europei, ben quattro interessano l'Italia e, nello specifico, il cuore produttivo della Brianza e della Bassa bergamasca.

Gli ex leghisti temono che, sebbene Rfi preveda che il nuovo ponte debba essere pronto entro il 2034, la decisione di ignorare lo spostamento di un paio di chilometri più a sud condannerà i centri abitati a un raddoppio del traffico e a un impatto viabilistico insostenibile per la vita dei cittadini.

«Non bastano i concorsi internazionali di progettazione per nascondere la realtà: si è scelta la via più pigra o, forse, si è preferito tutelare interessi che non hanno nulla a che fare con il bene comune, blindando una decisione inaccessibile al confronto democratico a scapito di alternative più logiche», conclude Patto per il Nord.

«Questa ostinata chiusura è inaccettabile. Esigiamo che la Regione sospenda l'iter e apra immediatamente un tavolo di confronto con Bruxelles e i sindaci del territorio per evitare uno scempio irreversibile. Il Nord non può permettersi infrastrutture "di ripiego" figlie di scelte calate dall'alto che ignorano i grandi corridoi internazionali».

28 febbraio 2026