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"Boia" e compagni ricordati a Fiumelatte

Varenna (Varena) - Anche quest'anno sono stati ricordati i 6 partigiani uccisi l’8 gennaio 1945 alla Montagnetta di Fiumelatte, in comune di Varenna. Presenti soprattutto sindaci e forze dell'ordine.

Hanno partecipato alla commemorazione, organizzata da Comune e Anpi di Lecco, il viceprefetto Vanessa Clemente, il commissario capo Rosario Torrisi in rappresentanza del questore di Lecco, i sindaci di Mandello del Lario Riccardo Fasoli, di Perledo Fabio Festorazzi, di Bellano Antonio Rusconi, il consigliere comunale di Lecco Alberto Anghileri e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Bellano maresciallo Gennaro Cassano.

I partigiani caduti a Fiumelatte sono Carlo Rusconi di Vendrogno, 25 anni, nome di battaglia "Boia"; Ambrogio Inverni di Bellano, 31 anni, nome di battaglia "Lupo"; Domenico Pasut, 23 anni, di Mandello, "Leone"; Virgilio Panzeri di Lecco, 21 anni, "Ciccio"; Giuseppe Maggi di Lecco, 21 anni, "Beppe"; Carlo Bonacina di Lecco, 24 anni. Tutti appartenenti alla 55.ma Brigata comunista F.lli Rosselli.

Nel dicembre 1944 in Valsassina e Valvarrone parecchi partigiani della Brigata Rosselli si arresero alle formazioni delle Brigate Nere e della Guardia nazionale repubblicana, reparti militari della Repubblica Sociale Italiana sorta dopo la caduta del ventennale regime fascista.

Durante il trasferimento a Como avvenne il controverso episodio che costò la vita a "Boia" e ai suoi compagni. Due le versioni dell'accaduto: una che i 6 vennero fucilati strada facendo dalle Brigate Nere, mentre nell'altra si attribuisce la loro morte ad un attacco partigiano al convoglio che li trasportava.

In un primo tempo, per l'uccisione dei partigiani fu condannato il comandante della Brigata Nera di Bellano, Amedeo Canclini. Tuttavia, in seguito, con sentenza del 6 agosto 1963, Canclini venne completamente riabilitato.

Nella foto-galleria, immagini della cerimonia

14 gennaio 2026