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Valmadrera, i 75 anni di Scatolificio Lariano

Valmadrera (La Val) - Lo Scatolificio Lariano di Valmadrera compie 75 anni di impresa, famiglia e innovazione nel segno del cartone, un traguardo che racconta l’evoluzione dell’imballaggio, del fare impresa e del lavoro artigiano nel lecchese, attraverso quattro generazioni della famiglia Riva.

Lo Scatolificio nasce a Lecco nel novembre del 1950 per volontà di Francesco Riva, ex rilegatore che decide di mettersi in proprio avviando una piccola produzione di astucci e scatole in cartoncino teso.

I primi spazi sono ridotti – circa 250 metri quadrati – e il lavoro è interamente manuale: forbici, righelli, piegature fatte a mano e cordonature realizzate con chiodi dalla punta arrotondata. Una produzione da pionieri, che però già allora coinvolge una trentina di addetti e pone le basi di un’attività destinata a crescere.

Con l’evoluzione del mercato degli imballaggi e delle esigenze produttive, lo Scatolificio Lariano avvia una prima trasformazione: dal cartoncino teso si passa progressivamente al cartone ondulato, vengono introdotti i primi macchinari e l’azienda cambia sede più volte a Lecco, ampliando gli spazi e le capacità produttive.

È l’inizio di un percorso di sviluppo che porta, nel 1970, all’acquisto dell’attuale area di Valmadrera e, due anni dopo, al trasferimento definitivo nella sede che ancora oggi ospita l’impresa. In questa fase entra in azienda la seconda generazione, con Angelo Riva, che porta lo Scatolificio Lariano a compiere un nuovo salto di qualità.

Sono gli anni delle prime macchine da stampa e della linea continua per la produzione delle scatole, dell’automazione dei processi e di una crescita costante, sempre orientata a intercettare le esigenze del mercato. Accanto a lui, una presenza discreta ma fondamentale: Rosaria, la moglie, che accompagna silenziosamente la vita dell’impresa.

La terza generazione arriva a metà degli anni Ottanta con Davide Riva, che entra ufficialmente in azienda nel 1986-1987, con l’allora fidanzata (e oggi moglie) Marina, dopo essere cresciuto letteralmente “a latte e cartone”. Una scelta mai imposta, ma vissuta come naturale, anche se non priva di confronti e visioni inizialmente differenti con il padre.

Un passaggio generazionale che si rivela presto solido e sereno, nel segno della continuità e dell’innovazione. Sotto la guida di Davide, lo Scatolificio Lariano consolida il proprio ruolo nel settore degli imballaggi per la metalmeccanica e il manifatturiero pesante, ma dimostra anche capacità di adattamento nei momenti più complessi.

Intorno al 2015, con la crisi del comparto metalmeccanico lecchese, l’azienda sceglie di diversificare, affacciandosi con decisione al mercato alimentare e food.

Oggi una parte importante della produzione riguarda scatole certificate per l’alimentare e plateaux per l’ortofrutta, affiancate da servizi evoluti di progettazione, montaggio, consegna quotidiana e gestione dei magazzini dei clienti. Accanto al core business, negli ultimi anni prende forma anche un progetto innovativo e fuori dagli schemi: la realizzazione di arredi e oggetti di design in cartone ondulato.

Un’idea nata nel 2012 insieme all’architetto e designer Guido Camandona, a sua volta parte della famiglia Riva in quanto fratello della moglie di Davide, che porta lo Scatolificio Lariano a esplorare nuove applicazioni del materiale investendo in ricerca, macchinari e competenze.

Ne nascono linee estremamente diversificate, dall’arredo per uffici all’oggettistica di cancelleria e per bambini fino a elementi per spazi espositivi e fiere: pezzi unici o piccole serie che stanno riscuotendo interesse anche all’estero, in particolare in Germania, rafforzando il valore del Made in Italy.

Negli ultimi anni lo Scatolificio ha avviato anche il quarto passaggio generazionale, con l’ingresso in azienda di Filippo Riva, figlio di Davide. Un ingresso arrivato in modo naturale ma in un contesto profondamente diverso dal passato, segnato da burocrazia, complessità normative e nuove sfide gestionali.

Una scelta che testimonia coraggio e fiducia nel futuro, in una realtà che oggi conta dieci dipendenti, è in crescita e si prepara ad affrontare la sfida legata a diverse nuove assunzioni (in particolare per inserire responsabili di linea di fustellatura e di casemaker) e a un importante turnover generazionale, per il pensionamento di alcuni collaboratori storici.

“E’ una ricorrenza importante per la nostra impresa e la nostra famiglia – afferma il titolare, Davide Riva -. Questa è sempre stata un’azienda a conduzione familiare e il fatto di essere oggi al quarto “giro di boa” rappresenta perfettamente il legame che ci è stato tramandato prima dal nonno Francesco a e poi dai miei genitori. Proprio alla famiglia va il mio primo ringraziamento: a chi è o è stato in passato impegnato direttamente nello Scatolificio e a chi, come mio figlio Luca (laureato in fisica, lavora nell’informatica) e mia sorella Franca, non lavorano qui ma ne seguono e sostengono ogni sviluppo, ogni passo avanti. Grazie anche a tutti i collaboratori, passati e presenti, ai clienti e ai fornitori di oggi e del passato. Tanti ci accompagnano da 75 anni, ma anche chi ci ha affiancato solo per periodi, anche brevi, fa parte della nostra storia e ha contribuito a farci diventare quello che siamo. Il settantacinquesimo anniversario è anche l’occasione per guardare avanti. Tra i progetti che abbiamo avviato c’è l’ampliamento della zona produttiva, con l’acquisizione di un nuovo capannone: un investimento che rappresenta un ulteriore balzo in avanti e la volontà di continuare a costruire solide basi per il futuro”.

Settantacinque anni dopo quella piccola bottega lecchese, dunque, lo Scatolificio Lariano è ancora una storia di casa e bottega, di famiglia, di collaboratori, di clienti e di territorio. Un percorso fatto di persone, lavoro e innovazione, in cui ogni generazione ha aggiunto un tassello fondamentale a un’identità che continua a evolversi, senza perdere le proprie radici.

6 gennaio 2026