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Gaza, Israele boicotta persino la Caritas

Lecco (Lècch) - Duro colpo al buon cuore dei cattolici lecchesi, dimostrato con aiuti diretti anche alla martoriata popolazione di Gaza: Israele ha ritirato l'autorizzazione di operare alla Caritas e ad altre 37 organizzazioni umanitarie.

Con i nuovi provvedimenti, l'obiettivo dello Stato ebraico appare in maniera sempre più evidente quello di completare il massacro dei palestinesi, che contano anche una componente, seppure minoritaria, di cristiani.

Ma neppure i cristiani di Gaza potranno ricevere il sostegno delle associazioni che si sono mosse in aiuto dei feriti, dei malati, dei bambini che muoiono di fame e di freddo: lo Stato ebraico ha bloccato le organizzazioni umanitarie, con la motivazione di impedire infiltrazioni terroristiche.

In realtà le organizzazioni boicottate appaiono al di sopra di ogni sospetto, trattandosi di nomi noti per l'alto valore della loro attività, come Caritas, Medici senza frontiere, ActionAid o Oxfam.

Il timore è che il governo israeliano voglia impedire che vengano salvate vite di civili palestinesi. Al riguardo Medici senza frontiere ha definito "catastrofiche" per la popolazione le conseguenze del boicottaggio disposto da Israele, considerato che questa organizzazione sanitaria, tra l'altro, garantisce a Gaza quasi un posto letto ospedaliero su quattro.

Ma la Caritas non demorde e, in una nota, ha ricordato che «Caritas Jerusalem è una persona giuridica ecclesiastica, il cui status e la cui missione sono stati riconosciuti attraverso accordi firmati tra la Santa Sede e lo Stato di Israele e quindi continuerà le sue operazioni umanitarie e di sviluppo a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme, in conformità con il suo mandato».

Vedremo come andrà a finire, anche se le preoccupazioni non mancano considerato che, come sottolinea Oxfam Italia, dall'esercito dello Stato ebraico sono stati uccisi 562 operatori umanitari, oltre 1.700 operatori sanitari e anche 251 giornalisti.

3 gennaio 2026