Invia articolo Stampa articolo
Foibe, i lecchesi non dimenticano l'orrore

Dervio (Derf) -  Numerose iniziative si sono svolte oggi in tutta la provincia di Lecco, a cominciare dal capoluogo, in occasione della Giornata del Ricordo, dedicata ai circa 20.000 italiani (tra cui molte donne e bambini) trucidati, gettati nelle foibe carsiche dai partigiani comunisti del maresciallo Tito, e ai 200.000 esuli fuggiti per non fare la medesima fine.

Nella foto, la cerimonia svoltasi a Dervio, dove il sindaco Stefano Cassinelli, il sindaco Sandro Cariboni, i consiglieri Anna Buzzella, Angelo Cassinelli e Michael Bonazzola insieme ai familiari degli esuli d'Istria e di Fiume hanno posato un omaggio floreale in memoria delle vittime delle Foibe.

A Dervio, l'attuale amministrazione comunale ha intitolato un parco a Norma Cossetto, una studentessa barbaramente seviziata e uccisa, diventata simbolo delle migliaia di donne trucidate dai partigiani titini. Questa la motivazione con cui il 22 dicembre 2005, l’allora presidente della Repubblica italiana Azeglio Ciampi conferì a Norma Cossetto la medaglia d’oro al merito civile alla memoria: «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba».

E questo il verbale di quell'orrore che pose fine alla limpida e giovane vita di Norma Cossetto, documentato anche dalle deposizioni di alcuni di quegli assassini, che vennero catturati e giustiziati: «Nella notte dal 4 al 5 ottobre 1943, rinchiusa dai partigiani di Tito nella ex caserma dei Carabinieri di Antignana, fu fissata a un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da 17 partigiani. Venne poi gettata nella foiba con un pezzo di legno conficcato nei genitali».

E, orrore nell'orrore, ecco quanto accadde al padre della ragazza, Giuseppe Cossetto e al genero, Mario Bellini, che si misero alla ricerca della loro adorata Norma e furono a loro volta catturati dai partigiani: le braccia legate con del filo di ferro, vennero gettati vivi nella foiba di Treghelizza a Castellier di Visinada, i loro corpi saranno recuperati il 4 novembre successivo.

10 febbraio 2021