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Lecchese canta l'amore al tempo del lockdown

Lecco (Lècch) - Lontananza, attesa, fragilità e insieme speranza. È l’amore al tempo del lockdown, cantato dal musicista lecchese Tommaso Intrieri. Escono oggi, venerdì 13 novembre 2020, il primo singolo e il relativo video del progetto solista dell’ex Midnight train e C’esco e i musicanti di Brahma: un pezzo dal titolo Io ti aspetto, disponibile su tutte le piattaforme digitali e prodotto presso HDstudio di un altro lecchese, il musicista e producer Stefano Fumagalli.

Classe 1997, nato e cresciuto a Lecco, Tommaso Intrieri ha in curriculum una formazione musicale iniziata come chitarrista sotto la guida di Nando Bonini (ex chitarrista di Vasco Rossi) e poi proseguita anche come pianista e cantante. Oggi, dopo anni di collaborazione con gruppi del territorio quali i già citati Midnight train (di cui è stato chitarrista e autore dei brani) e C’esco e i Musicanti di Brahma (con i quali ha registrato l’EP “Manifesto” ed è giunto in finale di concorsi nazionali come Liga Rock Park e Tour Music Fest), il giovane artista si concentra sul progetto solista che porta il suo nome, firmando testo e musica di un brano squisitamente pop che parla di una storia d’amore, della lontananza – “amica sincera, che a volte schiaccia il petto” – della mancanza che rende fragili e dell’attesa della persona amata, di chi è “ossigeno”, “aria pulita”.

Un pezzo, Io ti aspetto, che apre la strada a un imminente Ep e che nel video oggi disponibile su YouTube si fa esplicito riferimento proprio alla quarantena, ai difficili mesi vissuti in questo 2020, a quella lontananza imposta che viene riempita, qui, dai pensieri, dalle parole di una canzone, dalla speranza. Un prodotto, il video, che ha potuto contare sulla collaborazione di altri due creativi lecchesi: l’Art Director Marco Menaballi e il videomaker Nicolò Cesana.

«Io ti aspetto – commenta lo stesso cantautore – è una canzone a cui sono particolarmente legato. Dopo averla scritta è cambiata molto e, a sua volta, ha cambiato profondamente anche me. Aspettare è un verbo transitivo, deve necessariamente prevedere un movimento, non è possibile aspettare rimanendo immobili. Credo che in un momento difficile come questo, nel quale dobbiamo confrontarci costantemente con l’attesa, sia importante rendersi conto che aspettare – conclude – significa muoversi, avere cura».

13 novembre 2020