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Il Lecchese verso la "riapertura" tra termometri e mascherine

Lecco (Lècch) - Ultime ore del coprifuoco totale per Coronavirus: da lunedì aprono, con precauzioni, ristoranti, bar, parrucchieri, estetiste, musei, negozi e altre attività commerciali. Via libera anche alle funzioni religiose. Ancora vietati gli assembramenti.

"Sarà obbligatoria la misurazione della febbre per i clienti dei ristoranti - sottolinea il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana -. Per il resto, in linea di massima, si seguiranno le indicazioni previste dalle linee guida delle Regioni e indicate già ieri al Governo".

Su tutto il territorio regionale permane l’obbligo di portare la mascherina (o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto). Così come restano in vigore le disposizioni previste nella precedente ordinanza in tema di organizzazione del lavoro. Palestre e piscine saranno riaperte il 25 maggio. "Da lunedì compiremo un altro importante passo avanti verso la nuova normalità - commenta Fontana -. Sono certo che i lombardi sapranno agire responsabilmente e nel rispetto di regole e buon senso".

L'avvio alla normalità parte con un decreto del presidente della Repubblica, in attesa delle misure di Governo e Regione, dove si stabilisce che "a decorrere dal 18 maggio 2020, cessano di avere  effetto  tutte le misure limitative della circolazione  all'interno del territorio regionale di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, e tali misure possono essere adottate o reiterate solo con riferimento a  specifiche  aree del territorio medesimo interessate da particolare aggravamento della situazione epidemiologica".

Fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Ancora vietati fino al 2 giugno gli spostamenti da e per l'estero, con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo  che  per le note esigenze di necessità e urgenza.

Resta proibito l'assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Eventi e manifestazioni possono svolgersi con  le  modalità restrittive, mentre il sindaco può disporre la chiusura  temporanea  di  specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza  interpersonale di almeno un metro.

Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti col Governo contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio. Particolari modalità sono previste anche per le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.

Nella foto: il presidente Fontana

17 maggio 2020