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Bocciato Progetto Valmadrera: politici, giù le mani dai campanili!

Valmadrera (La Val) - Il malvezzo in uso a listine e listarelle politiche di fregiarsi dei simboli della Cristianità locale e della religione, dai cui dettami spesso sono molto lontani, è stato represso anche in provincia di Lecco. Clamorosa la bocciatura del simbolo di Progetto Valmadrera.

La lista valmadrerese si è presentata in Prefettura esibendo nel simbolo elettorale un secentesco campanile del luogo. A parte lo stridente contrasto tra il simbolo che richiama la fede cattolica e l'appartenenza di tale lista all'area piddina (dunque a uno schieramento che professa posizioni opposte a quelle cattoliche su materie come aborto e omosessualità) è stato rilevato il contrasto inconciliabile con la vigente normativa che proibisce di usare raffigurazioni a carattere religioso per scopi elettorali.

La risposta è stata quella di ritornare con un simbolo che "risparmiasse" la religione. Il provvedimento della Prefettura non è andato giù a Cesare Colombo, coordinatore e capolista di Progetto Valmadrera, e Antonio Rusconi, candidato sindaco della medesima lista.

"A malincuore - affermano in una nota - lo abbiamo modificato questa mattina stravolgendo anche l’immagine della nostra città. Non vogliamo in alcun modo esprimere alcuna nota polemica, ma rimane il rammarico per una disposizione del 1960 mai applicata in precedenza e diversamente interpretata dai Tar, che ci costerà soprattutto in termini di tempo ed economici".

La normativa, tuttavia, è ben chiara e proibisce l'uso elettorale di "immagini o soggetti di natura religiosa". Il laicismo non c'entra, anzi: il divieto risale ad un'epoca in cui, certo, non si imponevano misure laiciste, ma norme che avevano lo scopo di tutelare la dignità della religione cattolica, cosa che oggi può anche sembrare strana.

Nella foto: il simbolo di Progetto Valmadrera prima e dopo la "bocciatura".

30 aprile 2019