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Ballabio, il discorso dell'insediamento

Ballabio (Balàbi) - «Non posso fare a meno di avvertire quell'anelito di appartenenza alla realtà valsassinese, sinora negataci»: Alessandra Consonni, nuovo sindaco di Ballabio, non dimentica l'antico cavallo di battaglia durante la cerimonia di insediamento della sua giunta. Di seguito, il discorso pronunciato dal neo sindaco venerdì pomeriggio.

Buonasera agli amministratori, ai consiglieri, alle forze dell'ordine, al pubblico e, idealmente, ad ognuno dei nostri concittadini. Stasera, noi tutti qui presenti, viviamo e condividiamo in prima persona l'insediamento dell'amministrazione e del Consiglio comunale di Ballabio, originati dal voto dello scorso 31 maggio.

Ogni tornata elettorale rappresenta un momento importante per una comunità, perchè costituisce di per sè un fattore di rinnovamento, apportando comunque delle novità più o meno apprezzabili sugli scenari amministrativi. A maggior ragione, appare naturale attendersi una rigenerazione dell'istituzione, e delle sue prassi, quando il testimone passa ad una formazione che si è proposta ai cittadini quale artefice di una svolta, impegnandosi a voltare pagina rispetto al passato.

Dunque, cambiare registro, per noi, diventa un obbligo morale. Ma perchè il buon proposito non si fermi alle belle parole, occorre che questa tensione al cambiamento produca delle azioni concrete, dei comportamenti che la gente possa cogliere nella propria quotidianità. Come punto di partenza, e dunque di rottura col passato, credo fermamente che voltare pagina, per Ballabio, significa trattare finalmente i concittadini come persone adulte, a cui rendere conto del nostro operato e delle nostre scelte.

Il secondo passo sarà, anzi lo è già, la vicinanza, direi la prossimità, come costante di tutta l'azione amministrativa. Un'azione che guarda al bene di ogni singolo cittadino, considerato nella sua dignità di persona, e che è disposta a riconsiderare questo principio solo se e quando l'interesse del singolo o di gruppi confligge gravemente con l'interesse della comunità intera. In questo Consiglio comunale, allora, metteremo a punto gli strumenti della partecipazione e della trasparenza, cioè del più ampio coinvolgimento nelle scelte di maggior rilievo, peraltro senza nulla togliere alle responsabilità che ci assumiamo e al potere decisionale del sindaco e della giunta.

Dunque, saremo, anzi siamo, anche un'amministrazione che gira sistematicamente per la strade, che amministra tra la gente, per conoscere e valutare le esigenze e i problemi di ciascuno. Nei giorni a venire vorrei vedere, e vedrò, un flusso in uscita nel nostro paese: quello degli amministratori e della Polizia locale che escono il più possibile dal Municipio. E, in senso inverso e a tempo debito, vorrei vedere anche il flusso dei cittadini che partecipano a iniziative per conoscere la macchina comunale, dall'anagrafe alla Polizia, iniziative come i periodici open day che realizzeremo.

Cambiare rispetto al passato significa, per quanto concerne il luogo in cui ci troviamo, considerare quest'aula non più come una specie di campo di pallamano delle parole. Io la butto da te, tu la ributti da me... Come dicevano gli antichi, le parole volano e i fatti restano. E' quello che si realizza che conta, e noi, come maggioranza, siamo chiamati ad agire. Ma a noi non interessa mettere il cappello su ciò che esce da questa sala. Se dalle opposizioni giugneranno contributi positivi, saremo i primi a rendergliene merito.

Il compito del consigliere comunale è già racchiuso nella parola stessa. Personalmente credo che l'opposizione possa anche svolgere un ruolo utile nei confronti della maggioranza: ruolo di stimolo e coesione interna, ma anche, nel caso, di correzione della rotta e di focalizzazione su questioni ed esigenze trascurate o non considerate. Questa possibilità, qualora se ne creino lealmente le condizioni, potrebbe rivelarsi utile per il paese e andrebbe tenuta in adeguata considerazione, da una parte come dall'altra.

Vorrei, poi, ribadire tutti gli impegni del nostro programma elettorale, che, dopo le opportune riunioni di giunta, verranno pubblicamente presentati in un primo scadenziario semestrale, costantemente aggiornato e puntualmente esposto alla valutazione popolare. In cima alla nostra azione resta il rapporto con i cittadini, nella logica della specifica figura di referente civico che vogliamo creare affinchè sia di costante riferimento alle persone e all'amministrazione per l'impulso che ne deve derivare: ringrazio, a questo proposito, la consigliera Barbara Crimella per il prezioso ruolo che sta svolgendo in tale ambito, da cui, sin d'ora, scaturiscono importanti indicazioni agli assessori di competenza.  

In queste breve periodo, noi, sindaco e assessori con il supporto dei consiglieri, abbiamo preso confidenza con il nostro incarico, e speriamo di averlo già caratterizzato nello spirito con cui vogliamo continuare per tutto l'arco del mandato: disponibilità, serietà, operatività. Abbiamo già risposto alle richieste di alcuni cittadini, iniziato a prenderci cura di alcune situazioni che necessitavano manutenzione e abbellimento, effettuato diversi sopralluoghi, verifiche, colloqui, incontri e, senza voler polemizzare, abbiamo anche trovato della polvere sotto qualche tappeto. Vi sono ambiti e settori che presentano alcune criticità da affrontare nei prossimi consigli comunali.

Concludo con un ringraziamento ai cittadini che hanno fiducia nelle potenzialità di Ballabio, alla cui valorizzazione noi vogliamo dedicarci, affinchè questo paese ritrovi il rango che gli compete tra le località più attrattive della provincia di Lecco. E, a questo proposito, non posso fare a meno di avvertire quell'anelito di appartenenza alla realtà valsassinese, sinora negataci dalla illogica collocazione che ci ha impedito di essere parte di una omogenea realtà turistica e identitaria.

L'ultimo saluto, al mio predecessore, che mi permette di iniziare questo quinquennio partendo dal punto, direi simbolico, in cui era terminato il precedente. Nella seduta consiliare delle sue dimissioni, il sindaco Luigi Pontiggia mi ha sorpreso, consegnandomi questa risma di carta. Avevo portato quei fogli in Comune alcuni anni prima, chiedendo che venissero utilizzati per stamparmi un documento, visto che la mia stampante si era guastata. Il sindaco li ha conservati e me li ha restituiti, come se avesse intuito che sarei stata io stessa a riportarli in Municipio. Ed ora, dopo anni, questa risma di carta è tornata qui, sul banco di un nuovo sindaco, a ricordarci che niente di ciò che disponiamo entro queste mura ci appartiene, ma ci è solo affidato in prestito dai cittadini, affinchè noi ne facciamo l'uso migliore e più scrupoloso, nell'interesse di ciascuno. Buon lavoro a tutti!

Nella foto: il sindaco Consonni tra due agenti della Polizia locale nel giorno dell'insediamento.

21 giugno 2015