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Uffici postali, tagli: Nava fa il punto

Milano (Milàn) - Sarà conclusa entro la fine della prossima settimana la raccolta dati della Regione, necessaria per elaborare una proposta di modifica del piano di Poste Italiane, che prevede, per la Lombardia, la chiusura di 61 uffici e l'apertura a giorni alterni di altri 121. Lo ha chiarito il sottosegretario agli Enti locali della Regione Lombardia Daniele Nava.

MODIFICA. L'annuncio del politico lecchese è giunto durante i lavori del Tavolo regionale - istituito ad hoc e previsto da una risoluzione del Consiglio regionale del 3 marzo scorso -, che si è riunito nel pomeriggio a Palazzo Pirelli. "Entro la prima metà di maggio - ha riferito Nava - il Tavolo concluderà i suoi lavori e formalizzerà la proposta di modifica del Piano a Poste Italiane".

PARTECIPANTI. Il Tavolo - che ha validato e apprezzato il percorso fin qui svolto - ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti del Consiglio regionale (Ciocca, Malvezzi, Rosati, Tizzoni), del presidente del Comitato regionale per la Tutela dei consumatori e degli utenti, l'assessore Mauro Parolini, di Comuni e Province attraverso le delegazioni individuate dalle loro associazioni (Anci Lombardia e Upl).

DATI RACCOLTI. La raccolta dei dati - cui ha contribuito anche l'Anci - si è basata sui criteri stabiliti nella precedente riunione del tavolo del 24 marzo. Per le chiusure: presenza o assenza di sportelli bancari nello stesso Comune; distanza rispetto a un altro ufficio postale; presenza o assenza e frequenza delle linee di trasporto pubblico locale; Comuni recentemente oggetto di fusione. Per quanto riguarda le razionalizzazioni (ossia le aperture a giorni alterni): elenco dei Comuni turistici; situazioni particolari come giornate di mercato; concomitanza o meno delle chiusure nei Comuni limitrofi (dati che saranno chiesti a Poste Italiane).

NO A CAMPANILISMI. "E' necessario da parte nostra - ha spiegato Nava - fare una scrematura in maniera oggettiva ed elaborare un prospetto, sottolineando i casi più critici su cui chiedere un ripensamento. Non è opportuno avviare una guerra tra poveri. Ci siamo dati dei criteri e su questi dobbiamo basarci. Non si può dare ragione a chi grida di più o sottostare a logiche campanilistiche".

NOSTRE ISTANZE. "Venerdì scorso - ha riferito Nava - ho incontrato, insieme al presidente Roberto Maroni, i vertici di Poste Italiane. Si è parlato anche del lavoro che stiamo portando avanti e che dovrà trovare a breve un momento di confronto finale durante il quale sottoporre all'azienda le istanze del sistema lombardo". "Noi abbiamo dimostrato serietà - ha concluso Nava -. Siamo già riusciti a sospendere il Piano, facendo da capofila anche per altre Regioni, e a produrre dati oggettivi per chiedere le modifiche del caso. Auspichiamo naturalmente un esito che sia il più favorevole possibile, ben sapendo però che il Piano di Poste Italiane non potrà essere ritirato perché applica un decreto ministeriale del 2008, aggiornato da una recente delibera dell'Agcom (2014)".

21 aprile 2015