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Dopo il nome, Lecco perderà anche la storia della sua gente

Lecco (Lècch) - Sotto la giunta di Virginio Brivio continua la campagna di "epurazioni" toponomastiche, culminata nella rimozione dei cartelli col nome in lingua locale della città, nella sostituzione della lapide ai fucilati nello stadio con la targa che racconta la verità di una parte, ed ora nella mozione per cambiare l'intestazione di piazza Lega Lombarda.

ATTACCO. L'ultimo attacco alla lecchesità (Lecco è, con Bergamo, il capoluogo più prossimo a Pontida) giunge dai consiglieri comunali Salvatore Rizzolino (Pd) e Stefano Chirico (Ncd): una mozione per cambiare il nome di piazza Lega Lombarda, intitolazione esistente in tante località, a cominciare dalla Milano di Pisapia.

RIPICCHE INFANTILI.  Severa la risposta di Flavio Nogara, segretario provinciale lecchese della Lega Nord. «Non sono arrabbiato - afferma Nogara - ma molto deluso e dispiaciuto di questo modo di fare politica, e soprattutto del fatto che in un periodo in cui i vari schieramenti politici dovrebbero fare delle proposte serie per il futuro e il bene della bellissima città di Lecco, invece si perdono con ripicche infantili sul togliere o meno la denominazione di piazza Lega Lombarda».

CANCELLARE IL POPOLO. «Pensano probabilmente - continua - di fare uno sgarro alla Lega Nord, ma si sta solo facendo uno sgarro all’intelligenza dei Lecchesi perché, alle porte di una campagna elettorale all’ultimo voto, Ncd e Pp si uniscono contro l’unico partito che oggi è in grado di andare al ballottaggio con le sole proprie forze!». Ancor più grave, secondo Nogara, è che «qualcuno è occupato nel cancellare la storia e le tradizioni, ciò che fa della nostra gente non un insieme di singoli ma un popolo. Ma chi vuole - conclude Nogara - disgregare e cancellare il nostro popolo, a vantaggio di un’immigrazione incontrollata, dovrà passare sul nostro corpo».

PROPOSTE SERIE. «Lecco - conclude - ha bisogno di ben altro: di proposte serie per il turismo, il commercio, l’industria, l’artigianato, le fasce deboli, per il sostegno all’occupazione, per i giovani e per gli anziani, per la tutela e rivalutazione del territorio, per il sostegno alle associazioni, ecc. Abbiamo le famiglie che non arrivano a fine mese, le strade piene di buche, i commercianti abbandonati a se stessi, le vie sporche e a volte impresentabili non solo per i turisti ma perfino per i lecchesi che le tasse le pagano salate, il Bione che cade a pezzi, le tasse arrivate ai massimi, le mafie infiltrate nella macchina politico-amministrativa... ».

Nella foto: Flavio Nogara

19 febbraio 2015