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Brivio e la strage di Lecco: «Ogni negazionismo impedisce la pace»

Alserio (Alséri) - «Occorre fare memoria e non occultare la verità perché ogni negazionismo impedisce l’incontro e dunque la riconciliazione»: monito di Virginio Brivio sulla strage dello stadio di Lecco, durante la presentazione del libro "Le braccia del padre" di Giuseppe Arnaboldi Riva, avvenuta venerdì sera al centro polivalente di Alserio.

FALSA ACCUSA. Nei giorni dedicati alla Memoria degli orrori della seconda Guerra mondiale, ad Alserio c'è stato spazio anche per un pensiero ai 16 ragazzi della Rsi fucilati il 28 aprile 1945 in città: dall'eccidio di quei militari, falsamente accusati aver sparato a tradimento, grazie all'opera di Arnaboldi Riva scaturisce un messaggio di riconciliazione e speranza.

ETICA ED OTTICA. Davanti ad un pubblico rapito e commosso, dopo un brano musicale eseguito da Massimiliano Riva, sono state lette tre pagine del libro “Le braccia del padre”, ciascuno commentato dal giornalista Simone Rotunno e dall’autore Arnaboldi Riva. Ricordando la frase del filosofo Levinas, «l’etica è un’ottica», l’autore si è soffermato sull’importanza di una narrazione veritiera dell’eccidio al campo sportivo.

SENZA RAGIONE. «Occorre scendere in quel campo ad abbracciare, con don Luigi, i vinti condannati a morte senza alcuna ragione - ha continuato l’autore - e cogliere nel perdono di uno di quei vinti, il tenente Bernardini, l’offerta di una Riconciliazione preziosa per la vita della nostra stessa nazione nel tempo segnato da una nuova guerra». Ricordando infine, la difficoltà di perdonare gli uccisori del padre manifestata dalla figlia del tenente Bernardini, Arnaboldi Riva ha rilevato «l’impossibilità della Riconciliazione se i vincitori si rifiutano di riconoscere, nel vinto, la luce che loro non hanno saputo offrire».

IL NEGAZIONISMO. Il sindaco Virginio Brivio ha rimarcato la necessità di «fare memoria e non occultare la verità perché ogni negazionismo impedisce l’incontro e dunque la Riconciliazione», tema sul quale si è soffermato a lungo mettendo in evidenza anch’egli la difficoltà del perdono che non può essere imposto, ma sorgere da un moto d’animo profondo, oltre che dall’intelletto e dal cuore. L’ex assessore alla Cultura della Provincia di Lecco, Marco Benedetti, ha rilevato l’importanza della sensibilizzazione agli eventi storici del recente passato come l’eccidio al campo sportivo di Lecco.

L'OPPOSIZIONE. Rammentando l’opposizione incontrata quale promotore della giornata del Ricordo, incentrata sul genocidio delle popolazioni giuliano-dalmate operato dai partigiani comunisti del maresciallo Tito, Benedetti ha poi sottolineato la «necessità di superare le faziosità ideologiche». L’incontro si è concluso con due letture. Una sulle Foibe, tratta dal romanzo “La foiba grande” di Sgorlon. L’altra sulla Shoah, tratta dalle lettere di Etty Illesum.

Link: Memoria lecchese, Brivio ricorda anche i fascisti uccisi allo stadio
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1 febbraio 2015