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Sanità, un'anagrafe per gli operatori

Lecco - Una fotografia dettagliata dei professionisti del sociale e del socio-sanitario nel lecchese è stata presentata giovedì al convegno "Chi si cura di chi si prende cura?", organizzato dalla Provincia di Lecco presso l'aula magna del Liceo Scientifico Statale G. B. Grassi.

INNOVATIVO PERCORSO. Il convegno ha proposto una riflessione sul tema dei professionisti del sociale che si occupano delle persone più bisognose di cure. È stato presentato un innovativo percorso di lavoro che la Provincia di Lecco sta sviluppando: la gestione di un'anagrafe dinamica degli operatori che accedono ai percorsi formativi e una ricerca effettuata per conoscere più nel dettaglio i professionisti impiegati nelle strutture sociali e socio-sanitarie provinciali. "Il nostro sistema di welfare - ha detto l'assessore regionale alla Famiglia, Integrazione, Conciliazione e Solidarieta sociale, Giulio Boscagli, intervenendo in conclusione della mattina di lavori - in questa congiuntura è sotto un triplice bombardamento: invecchiamento della popolazione, denatalità e un cambiamento del senso della vita (mito del corpo e rifiuto dell'invecchiamento e del dolore)".

PRENDERSI CURA. "Questi tre fattori – ha proseguito Boscagli - hanno una ricaduta su tutto il sistema sia sanitario sia sociale, una sfida che dobbiamo affrontare con risorse duramente ridotte e la necessità di ripensare i servizi. In questo contesto strumenti come quello dell'Osservatorio e dell'Anagrafe dinamica risultano preziosi, così come è indispensabile un'alleanza più forte tra gli attori, istituzionali e non". "Proprio due giorni fa - ha ricordato l'assessore - il Consiglio regionale ha approvato il Documento Strategico 2012, confermando la necessità di una riforma del welfare di stampo sussidiario, che chiama tutta la società ad una partecipazione responsabile. Per fare questo Regione Lombardia sta promulgando alcune linee di indirizzo sul tema del welfare: passaggio dalla centralità dell'offerta alla centralità della domanda, passaggio dalla cura al prendersi cura, passaggio dall'assistenzialismo al sostegno delle relazioni e delle realtà attive sul territorio".

CAPITALE UMANO. "Sarebbe però impossibile pensare di attuare questi radicali cambiamenti - ha continuato Boscagli - senza coinvolgere e valorizzare chi quotidianamente lavora a contatto con i cittadini, chi se ne fa carico direttamente, chi intercetta i bisogni e se ne fa interprete. Per questo il progetto della Provincia di Lecco risulta fondamentale. È infatti indispensabile una conoscenza più accurata del capitale umano che opera nei nostri servizi sociali e sociosanitari". "Quest'anno - ha concluso l'assessore - alcuni passi importanti verso il nuovo modello di welfare sono già stati compiuti. Mi riferisco, ad esempio, alla sperimentazione realizzata in sei Asl rispetto all'assistenza domiciliare integrata, che intendiamo progressivamente estendere a tutto il territorio regionale. Un modello innovativo che necessita un importante impegno sul fronte della formazione perché quando ci si trova di fronte a innovazioni di portata così ampia occorre preparare il terreno, condividere le ragioni, comunicare i vantaggi".

Nella foto: l'assessore regionale Giulio Boscagli.

11 novembre 2011