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“Rifiuti zero”: provincia di Lecco esclusa dalla classifica virtuosa

Lecco (Lècch) - Nessuna località della provincia di Lecco nella classifica “Sotto il muro dei 100 Kg: Comuni verso rifiuti zero” delle 104 amministrazioni lombarde più ecologiche, che hanno prodotto in media 81 kg per abitante l'anno. Rete rifiuti zero accusa: «Lo smaltimento via incenerimento porta ad avere impianti sovradimensionati che hanno bisogno di quantitativi costanti di rifiuto».

SOTTO IL MURO. La Rete rifiuti zero Lombardia insieme al movimento legge rifiuti zero ha lanciato in Lombardia lo scorso anno la campagna “Sotto il muro dei 100 kg: Comuni verso rifiuti zero” con la volontà di richiamare l’attenzione degli amministratori lombardi sulla quantità ancora considerevole di rifiuti residui che ogni anno vengono prodotti dai cittadini, in media circa 200 kg/ab. anno e che vengono smaltiti prevalentemente negli inceneritori, in discarica o attraverso trattamento meccanico-biologico.

IL PODIO. Attraverso l’elaborazione dei dati Arpa Lombardia anno 2013 sui 1.546 Comuni della Regione sono stati individuati i comuni più virtuosi che già attualmente conferiscono meno di 100 kg/ab. anno. Secondo la graduatoria stilata il premio per il Comune che in assoluto ha prodotto meno rifiuti indifferenziati è spettato a  Bianzano (Bg) con un valore pari a 41,92 kg/ab. anno. Il premio per il Comune primo in graduatoria tra quelli sopra i 20.000 abitanti è stato assegnato a Cassano Magnago (Va) con un valore pari a 75,48 kg. La premiazione della campagna è avvenuta a Capannori (Lu) nel corso dell’Incontro nazionale Zero Waste Italy il 4 gennaio 2015.

SOVRADIMENSIONATI. Rete rifiuti zero Lombardia continuerà anche per il 2014/2015 a valutare e a premiare secondo questo nuovo parametro l’efficacia della gestione dei rifiuti dei Comuni lombardi. «Non possiamo - spiega l'associazione - però fare a meno di constatare che la nostra Regione stenta a mettere in atto ulteriori iniziative organizzative nella direzione della riduzione, riciclo e riuso. Questo è dovuto in gran parte alla scelta dello smaltimento via incenerimento che ci ha portato ad avere impianti complessivamente sovradimensionati, che hanno bisogno di quantitativi costanti di rifiuto per garantirne il funzionamento, penalizzando in tal modo tutte le buone pratiche di sostenibilità per l’ambiente».

8 gennaio 2015