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Paolo VI beato? Prete lecchese disse “no”

Lecco (Lècch) - Domenica 19 ottobre, giorno della beatificazione di Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, elevato alla gloria degli altari da papa Francesco. Decisione che trovò un fiero oppositore in un teologo nativo di Lecco, don Luigi Villa, fondatore delle Operaie di Maria Immacolata e direttore del mensile Chiesa viva.

PERDUTO OGNI AMORE. «Decisamente bisogna aver perduto ogni amore alla Chiesa e alle anime per aver l'ardire di avanzare la proposta di fare Paolo VI beato!»: così monsignor Villa commentò l'avvio del processo di beatificazione di Montini, e pubblicò uno studio teologico in cui si sosteneva, tra l'altro, che «il pontificato di Paolo VI è stato una vera catastrofe, una rivoluzione che invertì la Chiesa di 180 gradi, usando di un Concilio che soppiantò la Chiesa tradizionale per un'altra "nuova Chiesa" che ci sta riportando a Lutero».

MESSA IN BASILICA. Le tesi di Luigi Villa sono racchiuse nel libro "Paolo VI beato?", editrice Civiltà, Brescia. Don Villa morì all'alba di Domenica 18 novembre 2012. Ordinato sacerdote il 28 luglio 1942, celebrò la sua prima messa nella basilica di S. Nicolò a Lecco ed esercitò il suo ministero sacerdotale nell’Istituto Comboniano per una decina d'anni.

INCONTRO CON PADRE PIO. Don Villa lasciò l'istituto missionario nel 1956: in quell'anno avvenne l'incontro con padre Pio, che gli cambiò la vita. Dal santo frate di Pietrelcina, il sacerdote lecchese ricevette l'incarico di combattere le infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, battaglia a cui dedicò gran parte della sua esistenza con il giornale Chiesa Viva.

Nella foto: don Luigi Villa.

18 ottobre 2014