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Lecco, il "Manzoni" va a Botta e Barbero

Lecco - È in programma, venerdì 4 novembre con inizio alle ore 16, presso l’Auditorium della Casa dell’Economia (in via Tonale) a Lecco la cerimonia di consegna del Premio letterario internazionale “Alessandro Manzoni – Città di Lecco”, riconoscimento giunto alla sua settima edizione e promosso dai Musei Civici e dall’associazione “50&Più”, in collaborazione con il Centro nazionale di Studi Manzoniani.

TEMPO DEI DOGI. A consegnare i premi ai vincitori delle due sezioni – Premio alla carriera e Premio al romanzo storico – sarà il presidente della giuria del premio, Matteo Collura, insieme al sindaco di Lecco Virginio Brivio e al presidente dell’associazione 50&Più di Lecco Claudio Vaghi. Vincitore di questa edizione del Premio al romanzo storico (destinato a opere edite di narrativa, in forma di romanzo, che presentino caratteristiche di storicità in sintonia con l’intitolazione del premio ad Alessandro Manzoni) è Alessandro Barbero con il romanzo “Gli occhi di Venezia” (Mondadori) con la seguente motivazione: “Con “Gli occhi di Venezia”, romanzo pubblicato da Mondadori, lo storico Alessandro Barbero racconta, con piglio sicuro, un’avventurosa vicenda ambientata nella fascinosa quanto malfida città lagunare del XVI secolo. Un colorato campionario di vita quotidiana al tempo dei dogi e dei feroci scontri nel Mediterraneo tra cristiani e turchi, tanto profondamente nemici quanto simili tra loro", almeno secondo la tesi dell'autore.

CAPACITA' COSTRUTTIVE. Dopo Umberto Eco (2008), Ermanno Olmi (2009) e Luca Ronconi (2010), vincitore di questa edizione del Premio alla carriera (attribuito a una personalità della cultura europea che abbia, in modo visibile, perseguito e rappresentato ideali di alto impegno civile) è l’architetto Mario Botta, con la seguente motivazione: “Il grande architetto ticinese, in cinquant’anni di lavoro in ogni parte del mondo, con coerenza e capacità costruttiva straordinarie, ha affrontato temi diversissimi (banche, grandi palazzi d'uffici, scuole, abitazioni private, cattedrali, cappelle di campagna, teatri, musei) definendo forme sempre originali ma sempre ben riconoscibili, e perfezionando un ragionamento senza timidezze sull’identità storica: delle forme, dei luoghi, degli insediamenti, delle comunità. Il Premio Manzoni vuole quindi soprattutto riconoscere all’opera e al magistero di Botta la capacità di aver saputo innovare il rapporto tra creazione e storia”. La cerimonia si aprirà con una lectio magistralis di Mario Botta dal titolo: “Architettura come territorio della memoria”.

3 novembre 2011