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Prediche a Lecco/ La mafia e quell'inferno di Papa Francesco

Lecco (Lècch) - Un lettore, sorpreso dalle affermazioni di Papa Francesco sui mafiosi, mi scrive per sapere se il "peccato di mafia" sia la colpa più grave di cui possa macchiarsi un'anima, tra quanti meritano i castighi di Dio in questa e nell'altra vita.

L'INVETTIVA. Bergoglio, in un recente pubblico discorso, ha lanciato un'invettiva nei confronti di coloro che aderiscono a sodalizi criminali, oggi si dice, di stampo mafioso. Nei confronti di costoro, il Papa ha prospettato la certezza della condanna eterna, ovvero le fiamme inestinguibili dell'Inferno, la Geenna di cui il Signore parla più volte nel Vangelo quale orrenda destinazione dei peccatori impenitenti, e della cui esistenza siamo tenuti a credere in quanto verità di fede.

SENTENZA DI MORTE. Non v'è dubbio alcuno che quanti offendono il Signore con qualsiasi peccato, od operano il male del prossimo e della società, senza convertirsi ed emendarsene tramite la penitenza, andranno incontro alla propria sentenza di morte. E questo dicasi, tanto per chi compia il peccato (chi disobbedisce ai comandamenti e alla legge della Chiesa) quanto per chi si compiaccia della commissione di tali peccati, o peggio colui che se ne renda complice attivo.

VENDETTA DI DIO. Ciò detto, per rispondere al lettore, la dottrina della Chiesa contempla e definisce alcune colpe tra le più gravi. Si tratta dei quattro "peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio". Essi sono: I) Omicidio volontario; II) Peccato impuro contro natura; III) Oppressione dei poveri; IV) Defraudare della giusta mercede chi lavora. A questo riguardo, ammettendo che non tutti i satelliti delle bande mafiose commettano omicidi, si può ritenere che l'adesione a sodalizi i quali contemplino nella prassi ingiuste uccisioni, può estendere, indistintamente, ai partigiani di tali sodalizi, la medesima condanna.

MESSAGGIO PARZIALE. In conclusione, potremmo osservare che il disorientamento del nostro lettore origini dalla parzialità del messaggio: il pericolo dell'Inferno non concerne i soli mafiosi, poichè allo stesso castigo si destina ogni peccatore irriducibile. E la vendetta di Dio incombe su tutti gli iniqui omicidi a principiare da quanti commettono uccisioni tramite il metodo abominevole dell'aborto, per giungere a coloro che praticano la sodomia, o, esaurendo le categorie suddette, a chi opprime i poveri (ciò dicasi anche per il governante che infierisce sui propri soggetti tramite imposte esose) e sfrutta i lavoratori rifiutando di rendere loro il dovuto e il necessario a un dignitoso sostentamento.

P. Gervaso

24 agosto 2014