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Fuochi all'aperto: leciti quelli piccoli

Lecco (Lècch) - Dopo il divieto assoluto di bruciatura di residui vegetali durante tutto l’arco dell’anno, il Parlamento ha modificato ancora l'articolo 6-bis del D.Lgs 152/2006 (Codice dell'Ambiente), consentendo accumulo e combustione di piccoli quantitativi, fatte salve le norme regionali e altri rischi determinati da ordinanze dei sindaci.

CONCLUSIONE SENSATA. «Con un percorso un po' tortuoso - chiarisce l'assessore provinciale all’Ambiente Carlo Signorelli - Governo e Parlamento sono giunti a una conclusione sensata che evita migliaia di ordinanze per le deroghe, e rimanda alle norme regionali in materia ambientale e forestale. E' lasciata la facoltà ai sindaci di intervenire per sospendere, differire o vietare le combustioni in caso di condizioni ambientali sfavorevoli o altri rischi per la salute». Di seguito il testo che dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni e divenire a tutti gli effetti legge dello Stato.

PRATICHE AGRICOLE. «Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli - recita la nuova normativa - e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata».

FACOLTA' DI SOSPENDERE. «I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale - conclude il testo - hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (Pm10)».

14 agosto 2014