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Scuola, gli universitari lecchesi "mantengono" quelli del Sud

Lecco - La scuola italiana continua a prendere per i fondelli gli studenti lecchesi: dopo l'improbabile concentrazione di geni al Meridione (605 diplomati con lode in Puglia e appena 203 in Lombardia che ha una popolazione scolastica più che doppia) la discriminazione continua all'università, già a partire dal piano economico.

DUE TERZI IN MENO. Davvero illuminanti gli ultimi dati pubblicati dal Miur: le cifre ministeriali evidenziano che lo studente lombardo medio paga 1544 euro pro capite di tasse (520 euro in più rispetto alla media nazionale) mentre gli studenti del Sud spendono molto meno. Gli abruzzesi pagano 309 euro a testa (1235 euro in meno rispetto ai lombardi), mentre in Calabria e Basilicata le tasse universitarie raggiungono i 561 e 580 euro per studente. Siamo comunque a un esborso di due terzi in meno rispetto ai lombardi.

DISCRIMINAZIONE SCOLASTICA. Cifre "leggermente" scandalose, recuperate da Fabrizio Cecchetti, presidente della commissione Bilancio della Regione Lombardia. Cecchetti, che è Coordinatore federale del Movimento universitario padano, sta spulciando i dati del ministero dell'Istruzione, documentando così la discriminazione scolastica subita dagli studenti lombardi, lecchesi compresi (per quanto ci riguarda da vicino). E' stato proprio l'esponente leghista a denunciare lo scandalo della pioggia di diplomi con lode al Meridione, ed ora solleva la questione delle tasse universitarie.

ADOTTATI A DISTANZA. “Guardando i numeri – spiega Cecchetti – è come se ogni studente lombardo ne adottasse a distanza uno calabrese o lucano e gli mantenesse gli studi. I dati pubblicati dal Miur, infatti, non lasciano spazio a fraintendimenti: gli studenti delle università del Nord pagano, tanto per cambiare, molti più soldi in tasse rispetto ai loro colleghi meridionali". "Scendendo nel dettaglio lo studente lombardo medio è quello in assoluto più tartassato: circa 1544 euro pro capite di tasse con una maggiorazione rispetto alla media nazionale di ben 520 euro. Se questo è il quadro generale, si può parlare all’infinito di merito, valore, formazione ma fino a quando la situazione sarà questa – conclude Cecchetti – le belle intenzioni sono destinate a rimanere schiacciate da disparità intollerabili".

28 ottobre 2011