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«A Calolzio giunta contro la famiglia»

Calolziocorte (Calòls) - Dal praticare il cattocomunismo al "mettere in pensione" la famiglia naturale il passo è breve: lo evidenzia Marco Ghezzi, capogruppo della Lega Nord a Caloloziocorte, denunciando le scelte della giunta di Cesare Valsecchi a favore dell'uso dei termini "genitore 1" e "genitore 2" invece di madre e padre.

VERBO DI KYENGE. Il verbo dell'ex ministro piddino Cécile Kyenge (quella dello shopping in auto blu) trova applicazione a Calolziocorte, con l'abrogazione della terminologia "secondo natura": così mamma e papà vengono sostituiti con gli asettici (e asessuati) "genitore 1" e "genitore 2" a scuola e sui moduli dei servizi comunali in genere per non "discriminare" le coppie omosex. Una scelta ribadita l'altra sera in Consiglio comunale, quando la maggioranza di centrosinistra di Calolziocorte ha bocciato un ordine del giorno in cui si chiedeva al sindaco e all’amministrazione di non utilizzare le diciture Genitori 1 e Genitori 2 sui moduli dei servizi comunali in genere.

SIGNIFICATO VERO. «La scusa ufficiale - osserva Ghezzi - è stata che il Consiglio comunale non è competente su questa materia. Peccato che i consiglieri di maggioranza, nessuno escluso, abbiano rifiutato anche la riformulazione dell’ordine del giorno in cui si diceva semplicemente che il Consiglio non condivideva l’utilizzo di questa terminologia, che mette in pensione mamma e papà e cancella il significato vero e unico di famiglia». Come dire che la linea del partito è stata fatta passare con un esercizio di fariseismo.

SENZA CORAGGIO. Ghezzi, d'altro canto, è ancora disposto a credere nell'esistenza di una componente cattolica all'interno dell'amministrazione calolziese. «Evidentemente l’anima cattolica della strana alleanza che sorregge questa amministrazione non ha avuto  il coraggio - è la giustificazione del capogruppo - di sostenere posizioni che dovrebbero essere alla base del suo impegno sul territorio. Si trattava di esprimere solo una valutazione politica, che non avrebbe in nessun modo influenzato le sorti dell’amministrazione. E, invece, anche in questo caso, le componenti moderate, apartitiche, sono state sopraffatte». Sempre che fossero realmente tali.

2 agosto 2014