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Lecco, ricordati 16 fucilati della Rsi

Lecco - Nella giornata di Domenica 28 aprile, come ogni anno, si è tenuta in via Pascoli a Lecco una commemorazione dei 16 giovani militari della Repubblica sociale italiana fucilati nello stesso giorno del 1945 all'interno dello stadio Rigamonti Ceppi.

SOTTO LA TARGA. Sul luogo dell'eccidio sono intervenuti il consigliere provinciale Christian Malighetti, il consigliere comunale Antonio Pasquini e il responsabile provinciale de La Destra Beppe Mambretti. La commemorazione si è svolta sotto la targa appena apposta dal Comune di lecco, in sostituzione della precedente: nella nuova lapide, tuttavia, si accredita un inesistente "processo" subito dai fucilati e l'accusa di aver tradito la bandiera bianca, continuando a sparare dopo essersi arresi. Di tale processo non vi è alcuna traccia, non si conoscono nè i giudici nè i difensori, mentre la tesi del tradimento dopo la resa venne smentita da diverse testimonianze, tra cui quella del grande alpinista, e all'epoca coraggioso partigiano, Riccardo Cassin.

TESTIMONIANZA DI CASSIN. Al riguardo, il corrieredilecco.it ha riproposto una intervista pubblicata il dicembre 2002 su Patria Indipendente, mensile dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, in cui lo scalatore, che fu in prima fila nella battaglia cruciale contro i militari repubblicani, spiega che "in un'ala del fabbricato non si erano accorti che il loro comandante aveva esposto la bandiera bianca". Dunque, chi continuò a sparare non lo fece con intento "proditorio", come sostenuto nella lapide, bensì soltanto perchè non sapeva della resa.

MORTI DI SERIE B. Nei loro discorsi, gli intervenuti alla commemorazione hanno sottolineato la necessità di "non classificare morti di serie A e di serie B e di raggiungere una memoria condivisa del drammatico periodo della Guerra Civile che può unicamente basarsi sulla verità storica ancora da scoprire". In realtà, almeno per quanto riguarda l'eccidio del 28 aprile 1945, la verità è a portata di mano di tutte le persone intellettualmente oneste a prescindere dalle convinzioni politiche.

Nella foto: un momento della commemorazione.

30 aprile 2013