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Ballabio, la giunta Pd "snobba" Vik Arrigoni

Ballabio - Una sepoltura politica per la scomoda memoria di Vittorio Arrigoni: è quanto, di fatto, voluto e deciso dalla giunta comunale ballabiese, targata Partito democratico.

PAGATO CON LA VITA. Nella seduta di mercoledì sera del consiglio comunale di Ballabio è stata respinta a maggioranza la mozione con cui il gruppo consiliare Ballabio Nostra chiedeva di intitolare una via o una struttura pubblica del paese alla memoria di Vittorio Arrigoni, giovane lecchese che si batteva per il popolo palestinese e che ha pagato con la vita la dedizione al suo ideale. La mozione ha ottenuto solo i voti dei consiglieri di Ballabio Nostra Alessandra Consonni, Barbara CrimellaAntonio Locatelli.

RIESUMATO IL PARROCO. In compenso è stato approvato coi voti della civica Pd di Ballabio nel cuore un emendamento in cui si afferma la priorità di ricordare don Luigi Lissoni, parroco di Ballabio inferiore scomparso quasi tre anni fa, mentre ad Arrigoni sono state riservate espressioni che soltitamente si usano per liquidare un importuno: ""Non si esclude che..., in futuro..., eventualmente...", gli verrà dedicato qualcosa, si legge nel documento della sinistra. Lo stesso testo la cui approvazione è stata accolta con un applauso da un gruppo di aderenti a Rifondazione comunista, venuti a contestare Ballabio Nostra che, secondo loro, ricordando Arrigoni svierebbe l'attenzione dai problemi del paese. Sull'episodio si registra una presa di posizione della capogruppo di Ballabio Nostra.

PRETE STRUMENTALIZZATO. "E' vergognoso - denuncia Alessandra Consonni in un comunicato - che, per svicolare la nostra richiesta, la giunta Pd sia arrivata al punto di strumentalizzare la figura di un vecchio prete di Ballabio morto nel 2009: improvvisamente si sono ricordati di lui ed hanno votato un emendamento in cui si afferma che il ricordo di don Lissoni è prioritario rispetto a quello di Vittorio Arrigoni". "Evidentemente - continua la consigliera -  la figura di Vittorio Arrigoni imbarazza in quanto appartiene all'antipolitica, simbolo di chi si sacrifica in maniera disinteressata per il grande ideale che è la salvezza e la libertà di un popolo, mentre a Ballabio si batte cassa al Comune pretendendo un sacco di soldi persino per fare gli allegroni vestiti da famiglia Addams".

20ENNE ALLA REGIONE. "Come Ballabio Nostra - aggiunge Consonni - non possiamo che inchinarci di fronte all'esemplare figura di Vittorio Arrigoni, un coraggioso che non ha collocazione politica, così come ricordiamo particolarmente Stefano Rolla, volontario dell’Umanitaria Padana ucciso in Iraq nella strage di Nassirya. Quanto alla mini contestazione ricevuta in Consiglio comunale - conclude Consonni - è significativo che a capeggiare lo sparuto manipolo dei contestatori ci fosse quel tale Alessandro Marcucci che ha sempre in bocca comunismo e lavoro altrui ma, ventenne e privo di adeguata esperienza, nel 2010 è stato candidato nelle liste di Rifondazione comunista per la lucrosa poltrona di consigliere regionale, peraltro ben lungi dal venire eletto. Da notare che, nello stesso periodo, sua sorella Valentina ricopriva l'incarico di segretario lecchese del medesimo partito".

29 settembre 2011