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La grillina Lombardi come Togliatti: “fascismo figlio del socialismo”

Lecco - Giunge anche a Lecco la polemica per la frase della capogruppo del M5S Roberta Lombardi sul fascismo. La neo onorevole grillina ha detto che "l’ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia". Ebbene, questo lo hanno pensato anche i più importanti vertici comunisti dell'epoca, e oggi sorprende constatare quanto l'attuale sinistra, che s'indigna con la grillina, appaia culturalmente povera o disonesta.

COSTOLA DEL SOCIALCOMUNISMO. Il fascismo fu una costola del socialcomunismo, l'intellettuale francese Drieu La Rochelle lo definì, "socialismo liberato dal materialismo". Lo stesso Benito Mussolini venne considerato uno dei più prestigiosi esponenti della sinistra italiana e fu anche il direttore dell'Avanti, lo storico quotidiano socialista. Mussolini si distinse per le sue posizioni massimaliste, tanto che alla costituzione del Partito fascista contribuì in maniera determinante l'ala rivoluzionaria del sindacalismo italiano. Buona parte di quello che oggi possiamo vantare come stato sociale deriva dal fascismo, il quale impose una normativa a favore dei lavoratori, dagli orari alle previdenze, del tutto all'avanguardia nell'Europa del liberal-capitalismo.

SPERTICATI ELOGI. E veniamo alle parole della grillina Lombardi per il fascismo delle origini, in realtà molto più soppesate degli sperticati elogi che provennero dal Pci durante il Ventennio. Nell'agosto del 1936, cioè al culmine del largo consenso popolare di cui a lungo godette il fascismo, il comitato centrale del Pci esule a Parigi pubblicò un famoso documento (ben noto agli storici, ma oggi "dimenticato" dai politicanti e dai libri di storia) per la "Riconciliazione del popolo italiano", sottoscritto da 36 dei massimi dirigenti del Partito comunista italiano, tra cui Palmiro Togliatti.

FRATELLI IN CAMICIA NERA. Si trattava di una esortazione rivolta ai "fratelli in camicia nera" ai quali i comunisti così si rivolgevano: "Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori". E ancora: fratelli in camicia nera, "vi chiediamo di lottare uniti per la realizzazione di questo programma". Non pare che la sinistra, oggi, possa indignarsi per le parole di Roberta Lombardi.

Giulio Ferrari

7 marzo 2013