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Caro Vendola, la puzza di camorra proviene soprattutto dalla sinistra

Lecco - Egregio direttore, mi ha davvero lasciato di sasso la dichiarazione di Nichi Vendola, il presidente della Puglia e del Sel, alleato di Bersani (quello che nel post-elezioni se la farà con Monti).

Questo personaggio di grande coerenza ha dichiarato, a proposito della pulizia nelle liste del Pdl della Campania, che "a destra si sente puzza di camorra". Ebbene, sappiamo che la sinistra va avanti a colpi di balle, ma quando è troppo è troppo. Vorrei ricordare a Vendola che proprio in Campania, in provincia di Napoli, 83 comuni su 92 sono finiti sotto inchiesta o sciolti per camorra e sono quasi tutti guidati dal centrosinistra.

Per rinfrescare la memoria al leader con l'orecchino allego di seguito ampi stralci di un vecchio ma significativo articolo del Corriere del Mezzogiorno (il locale del Corriere della Sera). Buona e istruttiva lettura, caro Vendola.

“Appena nove comuni napoletani su 92 in questo momento non sono sotto la lente delle commissioni d'accesso o monitorati dalla prefettura e forze dell´ordine. Ottantatrè sono sotto monitoraggio o sciolti. Per il 90 per cento invece, delle amministrazioni comunali della provincia di Napoli è scattata per tempo la “sorveglianza speciale“. Numeri che scuotono la platea del coordinamento politico regionale che si è tenuto ieri presso la segreteria regionale della Quercia. Un incontro in cui all´ordine del giorno era prevista la discussione del “caso Salerno”, ma che improvvisamente (e inaspettatamente) sposta la mira anche sui comuni napoletani.
 
“Sui giornali sembra esistere solo l´inchiesta giudiziaria di Salerno – attacca il locale segretario provinciale della Quercia, Alfredo D´Attorre – ma badate bene che su 92 comuni napoletani appena nove non sono sotto controllo per presunte infiltrazioni”. Numeri che scuotono la platea e che fanno pensare ad un´esagerazione di un fenomeno già  noto e che brucia ancora visto che appena una settimana fa, per infiltrazioni camorristiche, il ministro Pisanu ha mandato a casa le amministrazioni (di centrosinistra) di Pozzuoli e di Melito.
 
In sala però, c´è qualcuno che quei numeri li conosce bene e che chiede la parola. “Compagni – esordisce il deputato di terra di lavoro, Lorenzo Diana – purtroppo è vero: solo 9 comuni napoletani su un totale di 92, non sono sotto la lente per presunte infiltrazioni”. Numeri che l´onorevole Diana elenca con precisione anche alla fine della riunione. “Altro che Salerno – continua – la situazione è allarmante in tutta la Campania e il centrosinistra dovrebbe fare mea culpa su alcune leggerezze che sono state commesse (leggerezze? ndr).
E non si può continuare a far finta di nulla per evitare che le vicende siano strumentalizzate".

"In questo momento – elenca – dieci amministrazioni sono state sciolte, in cinque è al lavoro la commissione d´accesso. Per altri sessantasei comuni invece, è scattato il monitoraggio da parte della prefettura e delle forze dell´ordine con finalità  anticamorra o per accertare se ci siano stati abusi o condizionamenti di qualsiasi tipo negli atti amministrativi. O ancora per capire perché non siano stati sottoscritti i protocolli per la legalità negli appalti pubblici. Con un quadro del genere non c´è da stare allegri ma anzi occorre fare una riflessione per andare avanti e per cercare altri metodi per selezionare la classe dirigente, per creare griglie che separino politici e amministratori da esponenti della criminalità  organizzata“.
 
Un quadro eccessivamente allarmante? “Dal '91 ad oggi, quando è entrata in vigore la normativa – continua il deputato diesse – su 138 comuni sciolti per infiltrazione o condizionamento della criminalità , ben 67 sono campani. E Napoli è in testa alla classifica (la stessa Napoli guidata da 13 anni dal Centrosinistra. ndr). E le colpe le ha anche il centrosinistra che non ha mai voluto ascoltare i vari campanelli d´allarme che più volte hanno suonato.  “E´ venuto meno – continua – il rapporto tra etica e politica e non si è dato peso alla gravità  della situazione. In più, anche nel nostro partito sono saltate alcune regole base: selezionare con rigore la classe dirigente. Ora bisogna rinnovarla” (lo dice un deputato dei Ds, chiaro? ndr).

Si riferisce al caso del consigliere diessino di Salerno arrestato per associazione camorristica prima di Natale?. Una città  amministrata dai Ds, come la maggior parte dei comuni napoletani. “No, qui il problema non riguarda solo singoli consiglieri e nemmeno il caso Salerno – conclude – perché la camorra ha trovato anche nel nostro partito l´indifferenza e soprattutto anche l´autoreferenzialità. Sentimenti che hanno spinto molti di noi a pensare, a torto, che la camorra condizionava le scelte delle amministrazioni solo nel passato, senza toccare noi che l´avevamo combattuta negli anni '80. E non è così perché ora il problema riguarda da vicino noi“. (Dal Corriere del Mezzogiorno, in data 6/1/2006).

Spero che la lettura sia risultata istruttiva a Vendola e soprattutto a chi aveva intenzione di dar credito a questa sinistra dove la coerenza e la sincerità sembra merce rara, anche se in Italia non manca un folto elettorato di lavoratori cornuti e contenti disposti a farsi prendere in giro dagli amici di Mario Monti. Cordiali saluti.

Paolo Riva

24 gennaio 2013