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Corriere della Sera contro Bodega “Io Fantozzi? Accusa fracchiana”

Lecco - Sberleffi tra il Corriere della Sera e Lorenzo Bodega che, accusato di aver sbagliato un congiuntivo nel suo intervento in Aula, viene dipinto come un Fantozzi. E il senatore lecchese ricambia paragonando le sciagurate uscite di Fracchia al pesante attacco del quotidiano milanese.

"Tutto nasce - ci spiega l'ex sindaco di Lecco ed attuale senatore del gruppo Gente Comune - dal mio intervento in Aula sul reseconto di Mario Monti dopo il vertice europeo. Ho solo due minuti di tempo per parlare e la fretta gioca qualche scherzo: mi è capitato, leggendo il testo degli appunti scritti a mano, di scambiare una n per una u. Il congiuntivo non c'entra nulla".

Ma il Corsera online ricostruisce una frase che sembra fare il paio con il celebre "vadi" di Fantozzi...

"Appunto, una frase che non avrebbe alcun senso con quel verbo e il supposto mancato congiuntivo: diciamo che pur di dipingermi nei panni del Fantozzi sgrammaticato, il Corriere.it accredita disinvoltamente un linguaggio astruso degno del Fracchia. Non ha infatti nessun significato la frase che il quotidiano mette assieme allo scopo di attestare il mio presunto errore di congiuntivo".

Insomma, quale sarebbe la frase incriminata?

"La frase, mondata dalle interpretazioni fracchiane, è: "Tuttavia non ci precludiamo la speranza che l'esito del vertice europeo segNi l'atteso cambio di rotta...". In tutta evidenza, non ho inteso pronunciare alcun "segui" come dice il Corriere, bensì un "segni", (verbo segnare). E' evidente che il "segui" attribuitomi, o il segua proposto dal Corriere, non avrebbe voluto dire nulla: l'esito di un vertice, infatti, non può seguire alcunchè, semmai è da questo risultato che possono prodursi delle conseguenze".

Dunque il congiuntivo non c'entra, in ballo c'è solo una n letta come u...

"Certamente. E mi sorprende tutto questo interesse nei miei confronti, non credevo di avere alle mie spalle tanto solerti "correttori", fulminei nel cogliere ogni incertezza di dizione per trasformarla in orrori grammaticali. Un trattamento riservato solo a me. Ammetto, tuttavia, di non meritarmi la simpatia dei media, dopo la mia presa di posizione contro i finanziamenti di denaro pubblico alla carta stampata...".

Non è la prima volta che le vengono attribuiti strafalcioni.

"Pare che la stampa abbia la necessità di creare e rinverdire lo stereotipo del padano ignorante. Peccato che a darmi lezioni di grammatica siano alcuni membri di un ordine professionale che, a differenza di quello a cui ho l'onore di appartenere, non richiede neppure il possesso della laurea come titolo minimo e necessario ai fini dell'iscrizione. Pensate che vivo ancora di rendita per una circostanza attribuitami da anni a prova provata di asineria: mi riferisco a quel sarò breve e circonciso che dissi all'indomani della mia elezione a sindaco di Lecco. Io so ridere di queste situazioni, però, forse, finalmente dovrei precisare che non si trattò di uno strafalcione di mia creazione, bensì della simpatica espressione pronunciata da Diego Abatantuono nel suo “Eccezziunale veramente”. Pensavo che la citazione, insomma la battuta, risultasse evidente: ma a qualcuno le cose vanno sempre spiegate a posteriori".

Nella foto: il sen. Bodega dietro il bancone del locale che ha recentemente aperto ad Oggiono.

4 luglio 2012