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Ballabio, caso Combi: sindaco e politici "foresti" lasciano i dubbi

Ballabio (Balàbi) - Mai visti così tanti politici più o meno illustri in quel di Ballabio: per sostenere il sindaco Bussola, a sua volta paladino del diritto a tirar su una fabbrica in un pascolo, lunedì sera sono accorsi in una decina, da Parlamento, Regione, Provincia e segreterie. Ribaditi gli "slogan" dell'operazione milionaria, rimandata la fuga dei dubbi, promessa in locandina: ovvero, rinviati i chiarimenti sulle cifre che, "per via delle procedure", saranno rese note in futuro.

Obiettivo politico del mini raduno di poltrone "eccellenti", conferire peso ai proclami del sindaco Giovanni Bussola, ritenuti piuttosto volatili anche da alcuni membri della stessa maggioranza. L'incontro, impostato come anomala conferenza stampa al fine di "fugare ogni dubbio", impediva un dibattito: l'assessore Alessandra Consonni, dubbiosa come suoi colleghi di maggioranza e opposizione che per protesta non hanno partecipato all'iniziativa, ha dunque letto una dichiarazione e formulato tre domande.

Infatti, oltre alle innumerevoli preoccupazioni di carattere ambientale ed economico dei cittadini, nonchè procedurale, dal punto di vista amministrativo sulla vicenda gravano almeno tre questioni irrisolte: quelle che motivano il Protocollo d'intesa con la Combi e ne giustificano le scelte, di cui ha chiesto conto Consonni con le sue domande.

Vediamole. 1) Chi testimonia la concretezza dell'asserito rischio di delocalizzazione che, allo scopo di salvaguardare l'occupazione, giustifica il Comune nel concedere la modifica al Pgt e dunque consentire la costruzione della fabbrica sul pascolo del Barech? 2) La Combi, si impegna ad assumere 40 dipendenti, ma questa circostanza non è legata alla realizzazione della fabbrica, bensì all'ipotesi in cui "commesse e fatturato lo renderanno possibile": quindi, per non fare ingiustizie, ha domandato Consonni, "verrà concessa una modifica del Pgt per edificare nuove sedi a qualsiasi impresa che prometta nuove assunzioni, se gli affari le andranno bene"?

Infine il punto più rilevante. 3) Il Comune, accettando la variante del Pgt, consentirebbe all'azienda un guadagno derivante dall'aumentato valore dei terreni e dalla realizzazione della fabbrica. In questi casi, si prevede venga corrisposta una congrua compensazione, calcolata sul vantaggio economico derivante dall'operazione. Quindi, la terza e più "impegnativa" domanda: "Da dove Bussola e Hoffman hanno desunto che i 400.000 euro convenuti nel Protocollo d'intesa siano una cifra congrua, se ad oggi non sono stati resi noti i valori dell'operazione, e se cittadini che hanno incontrato il sindaco hanno dichiarato che Bussola ha detto loro di non conoscere le dimensioni dell’operazione?".

Questioni serie a cui sono mancate risposte adeguate. Sulla verifica del reale rischio di delocalizzazione, Bussola ha in sostanza sostenuto che per lui vale la versione dell'azienda anche perchè la Combi non sarebbe sindacalizzata (ma l'azienda è seguita dal sindacalista Cgil Ivan Martorano che ha negato ogni timore al riguardo e la Fiom è pubblicamente intervenuta affermando la stessa cosa) e che tale prospettiva era stata già avanzata dalla Combi... nel 2017! Il riferimento è ad un incontro (che non riguardava il Barech) proprio con l'allora sindaco Consonni: di che far riflettere, dopo 5 anni, sulla urgenza e la concretezza della situazione paventata. Irrisolta la questione della equità amministrativa posta con la seconda domanda (verrà concesso a tutti gli imprenditori che promettono assunzioni di costruire su un prato?), Bussola si è sbottonato sulle presunte dimensioni della fabbrica.

"Unico dato oggettivo, la struttura occuperà 6.000 metri quadri", ma al momento non si conoscono altri dati, per una questione di procedura, ha detto, mentre "dopo aggiudicato il bando Arest, si potrà approfondire ed eventualmente arrivare ad una firma". In realtà il Comune si è portato già molto avanti, convenendo, con la firma del Protocollo d'intesa, su quei 400.000 euro in opere pubbliche di cui non si è capito in base a quali calcoli vengano ritenuti equi e sufficienti.

Spazio anche ai rappresentanti della Combi che, tra l'altro, hanno rivendicato con orgoglio il ruolo dell'azienda per il paese, forte di una sessantina di dipendenti, di cui una ventina ballabiesi, che rischierebbero la "delocalizzazione" della fabbrica presumibilmente nel circondario lecchese.

Di scarso rilievo pratico, infine, gli interventi dei politici, in sostanza manifestazioni di intenti. Meritano comunque una citazione i membri del manipolo di "foresti", che si sono accomodati con naturale disinvoltura sugli scranni di giunta e consiglio ballabiesi, al posto dei titolari eletti da quei cittadini che non sono stati neppure invitati. Tra i presenti il consigliere regionale Mauro Piazza, la senatrice Antonella Faggi, i consiglieri provinciali Stefano Simonetti, Mattia Micheli e Fabio Mastroberardino, i referenti provinciali Davide Berna e Daniele Butti.

Foto: un momento della conferenza stampa

18 maggio 2022