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Un prete sul caso di don Bonfanti: “Ai gay è precluso il seminario”

Lecco - Scandali come quello del vice parroco di Perego (foto), che accusa la Chiesa di poca arrendevolezza verso gli omosex, si possono evitare applicando la norma che preclude il seminario ai gay e a chi sostiene la cosiddetta cultura omosessuale. Lo sottolinea un ecclesiastico con incarichi di rilievo anche nel Lecchese.

COMPORTAMENTI DISORDINATI. "I sacerdoti non devono farsi trascinare in polemiche mediatiche e non discuto della persona di don Mario Bonfanti, però - ci spiega - posso fornirvi uno strumento di valutazione generale. L'istruzione obbligatoria sui criteri del discernimento vocazionale, emanata dal Papa nell'agosto 2005, ribadisce che la Chiesa non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri chi pratichi l'omosessualità, o accusi spiccate tendenze omosessuali o che semplicemente sostenga i cosiddetti diritti dell'omosessualismo. Quindi, oggi, una persona che si dichiari omosessuale o condividida questa tendenza non può e non deve entrare in seminario". Il nostro interlocutore, infatti, sottolinea come questi comportamenti siano "gravemente disordinati, contrari allo spirito della creazione e sempre riprovati dai testi sacri e dai Dottori della Chiesa, da innumerevoli santi, dai concilii, dai catechismi".

CATECHISMI E OMOSESSUALITA'. Da una rapida occhiata ai due catechismi facilmente reperibili nelle librerie cattoliche, quello di San Pio X e quello di Giovanni Paolo II, si ricava la condanna inappellabile dell'omosessualità. Quanto al primo catechismo, l'omosessualità viene definita "peccato contro natura che grida vendetta al cospetto di Dio", poichè "la sua iniquità è così grave da suscitare i più severi castighi" (San Pio X, Catechismo della Dottrina cristiana, n. 967). Non meno netta la condanna del catechismo più recente: "Basandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati. Sono infatti contrari alla legge naturale (...). Non possono essere approvati in nessun caso" (Giovanni Paolo II, Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2537).

PAESE DIVISO. Intanto continua la polemica a Perego, paese della Brianza lecchese dove don Bonfanti era stato inviato come coadiutore in prestito. Alla scandenza del suo mandato, il prete che si è pubblicamente professato omosex doveva rientrare nella diocesi di provenienza, in Sardegna. Ma Mario Bonfanti ha protestato, sostenendo di essere vittima di un allontanamento "punitivo", conseguenza della dichiarata omosessualità e delle critiche alla dottrina cattolica. Il suo caso è stato prontamente strumentalizzato dalla politica, dividendo il paese: nella fazione avversa centrodestra e leghisti, mentre la sinistra, scesa in campo con striscioni appesi per le strade, è tutta dalla parte di Bonfanti.

14 marzo 2012